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Gio, Apr
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Il Coronavirus ci sta già cambiando

Società e cultura
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La città prova a riscrivere la propria agenda, tra rinvii, appuntamenti saltati, date riprogrammate e voglia di ritorno alla normalità. Però questa “emergenza da coronavirus” non è una parentesi

che si possa semplicemente chiudere, come fosse una nevicata o un qualsiasi imprevisto da scrollarsi di dosso.

Per percepire qualcosa di simile forse bisogna risalire a più di trent’anni fa, scavare nella memoria tra quel senso di incertezza e straniamento che ci colse impotenti  di fronte all’impalpabile  nube radioattiva di Chernobyl (era il lontano 1986 e allora si trattò di un incidente).

Dall’ultima decade di questo febbraio 2020 si vive dunque tutti quanti in questa inedita situazione  di una quotidianità “sospesa”, in attesa di più o meno imprevedibili sviluppi. Colpisce la diffusione su scala planetario di questa nuova epidemia.

Può darsi che tutto si risolva velocemente oppure no. Forse torneremo presto a riprendere una vita di normali relazioni, a muoverci liberamente (con qualche blanda precauzione alla quale si farà l’abitudine) oppure saremo destinati a pagare un prezzo in termini di socialità?

Senza contare l’entità dei contraccolpi sul versante economico, ma in qualche misura la nostra vita è già cambiata. Scuole chiuse, traffico rallentato, mezzi pubblici semivuoti: è come se Nichelino avesse cominciato a viaggiare a ritmo ridotto. Per quanto tempo ancora?

L’informazione quasi monotematica a livello globale, nazionale e locale ha scandito queste settimane. La cronaca è parsa scorrere quasi a senso unico, così simile a quella di tante altre città: la corsa ai generi di prima necessità, la caccia ai disinfettanti per le mani, ai vari tipi di mascherine, ai tamponi non necessari  e quant’altro. Così come il “primo caso” di Coronavirus in città si è rapidamente ridimensionato: un dipendente dell’Italdesign sottoposto ad accertamenti e lo stabilimento in zona industriale Sotti Vernea chiuso in via precauzionale per tre giorni. Purtroppo a Nichelino neppure mancato qualche isolato e disdicevole episodio di speculazione e raggiro ai danni degli anziani per opera di “venditori” senza scrupoli.

Nel complesso i nichelinesi hanno reagito con pazienza e compostezza, anche se i disagi non sono mancati, in particolare per la difficoltà di conciliare i tempi di lavoro con la scuola dei figli.

L’affannosa ricerca di notizie sui telegiornali ha cominciato a rincorrere l’ansia di una rassicurazione, scoprendosi in bilico in bilico tra psicosi, paura del contagio e comportamenti razionali.  Ci siamo accorti nello spazio di un week end che le anonime comparse dei telegiornali non arrivavano da sperdute periferie della Cina, ma eravamo proprio noi.

Superata questa fase di “presa di coscienza” bisognerà tararsi tutti insieme, consapevoli che la situazione potrà anche stabilizzarsi, ma neppure è scontato il fatto che potremmo andare incontro a tempi più difficili. Non tanto e non solo preoccupano gli aspetti igienico-sanitari, ma le ricadute sulla vita sociale ed economica.