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Gio, Ago
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Qualche idea per migliorare la differenziata

Società e cultura
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E’ domenica sera, inizia a far freddo e mi rendo conto che il volume di rifiuti generato da tre persone in 3/4 giorni è impressionante.

Prendo i miei sacchetti e mi dirigo verso le due aree esterne dove ci sono i bidoni della spazzatura. Devo buttare l’organico e la cosiddetta indifferenziata. Quando arrivo davanti ai bidoni lo spettacolo è veramente apocalittico: cartoni di grosse dimensioni accatastati (...ma non si potevano compattare, troppo sforzo?), il bidone dell’umido senza coperchio. Per tutti i piccioni ed i corvi che girano nella nostra zona è una vera manna. Immagino la stessa situazione d’estate, mi rendo conto che, vuoi per una scarsa propensione nostra alla differenziazione i rifiuti, vuoi perché il sistema adottato mi pare obsoleto, la situazione non è certo delle migliori.

Come ogni volta ritorno rassegnato pensando che non ci si può fare nulla e che questo è il sistema. Ma allo stesso tempo mi chiedo se è proprio vero che non si possa fare nulla e se qualcuno non abbia adottato sistemi diversi innovativi e più efficaci.

Qualche giorno fa, per motivi di lavoro, mi è stata chiesta una soluzione per un progetto di minimizzazione dei rifiuti descrivendomi lo stato di fatto - chiamiamolo ‘selvaggio’ - di un sito dove non c’era alcuna regola, insomma una discarica a cielo aperto di immondizia indifferenziata.

Così ho scoperto la possibilità di installare un’isola ecologica strutturata, meglio se mobile, con recinzione e accesso controllato e informatizzato e con impianto fotovoltaico per l’energia elettrica necessaria ad illuminare l'area. In Italia, non solo ci sono svariate aziende produttrici, ma anche molti Comuni che hanno adottato soluzioni di questo tipo... Mi è tornata in mente la mia “ecopiazzola” con i bidoni sparpagliati, spesso aperti  e maleodoranti.

Cerco di spiegare meglio di cosa si tratta. Sono container, all'interno ci sono dei cassonetti distinti a seconda del rifiuto da conferire. Intorno al container sono state realizzate delle finestre automatizzate, dove la persona preposta (o perché no il singolo cittadino) può conferire, ad esempio, quattro tipologie di prodotti: plastica, carta, vetro e organico. Possono esserci altri scomparti: per le pile usate, per le medicine, per la raccolta di olii e per alcune tipologie di rifiuti tossici. Sono chiaramente disponibili e funzionanti h24 e 7 giorni su 7. 

All'isola ecologica mobile possono accedere solo le persone autorizzate (… ad esempio potrebbero essere i residenti di Nichelino), grazie ad un badge personale  (… tipo tessera sanitaria): lo si  avvicina al lettore e quando il sistema avrà riconosciuto l'utente si apriranno le varie finestre dove conferire il rifiuto. Tramite un sistema di sensori e di videosorveglianza è possibile prevenire atti vandalici e segnalare il riempimento dei cassonetti interni così da chiederne la sostituzione. 

Bene, sono convinto che con questi sistemi si possa migliorare e aumentare di molto la percentuale di rifiuti separati in maniera intelligente. Fermo restando che occorre sensibilizzare le persone affinché tutto questo possa funzionare, evitando così certi panorami  incresciosi.

Giuseppe Odetto