Dai bar le macchinette erano uscite dalla porta, ma ora rientrano dalla finestra.
Una recente interpretazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli permette infatti il ripristino degli apparecchi da gioco anche nei bar privi di licenza tabacchi. L’ente statale competente ha tutto l’interesse ad aumentare le entrate derivanti dal gioco d’azzardo ed ha trovato una facile sponda nella nuova linea normativa regionale, meno restrittiva della precedente che in Piemonte aveva avuto il merito di porre un argine alla diffusione del gioco d’azzardo patologico.
“È l'ennesima dimostrazione di come questa nuova legge, voluta dal centrodestra contro il parere di associazioni e amministratori locali, produca non solo gravi danni al tessuto sociale con il via libera al far west delle macchinette, ma determini anche dubbi interpretativi non di poco conto”, ha lamentato l’opposizione in Consiglio Regionale.
Assodato che la principale problematica è di tipo sanitario, come altre forme di dipendenza (… comprese le droghe cosiddette leggere), non si comprende come lo Stato da un lato intervenga per prevenire e curare e dall’altro continui ad incentivare il gioco d’azzardo.
Lo stesso “strabismo” che da sempre ha consentito di passare all’incasso per il monopolio di stato sul tabacco e al tempo stesso di spendersi in campagne contro il fumo.
Così come, se davvero si vuol mettere la salute al primo posto, sarà arduo opporsi alle slot machine nei bar e nel contempo promuovere la liberalizzazione della cannabis.