Da sempre l'uomo ha dovuto lottare per la sopravvivenza. È stata ed è tuttora una lotta complessa, perché combattuta su molti fronti:
contro la fame e la sete, contro il freddo e gli agenti atmosferici, contro le malattie, contro i movimenti tellurici e per assurdo anche contro sé stesso ossia uomo contro uomo negli scontri bellici.
La necessità aguzza l'ingegno, perciò l'uomo dotato di raziocinio, si è aggregato, attrezzato ed organizzato per affrontare i pericoli e soddisfare i propri bisogni individuali e collettivi. Il percorso dell'umanità per conquistare il benessere e la sicurezza è stato lungo e faticoso; ha dovuto studiare le leggi della natura per debellare le numerose malattie alle quali è purtroppo soggetto ed ideare nuove tecnologie al servizio della produzione.
I risultati conseguiti sono stati in parte apprezzabili ed in parte deludenti. Non sempre l'uomo è in grado di controllare e dominare gli eventi e pertanto avverte un senso di impotenza di fronte alle forze della natura ed un senso di smarrimento di fronte all'immensità dell'universo. Soprattutto davanti all'ineluttabilità della morte, l'uomo si è posto la grande domanda sul senso della vita.
Osservando lo spettacolo della natura e la grande varietà e complessità degli esseri viventi, l'uomo si è chiesto se tutto questo possa essere il prodotto casuale di una materia priva di consapevolezza o piuttosto il prodotto di un’intelligenza superiore. Alzando lo sguardo verso l'immensità del cielo l'uomo ha cercato una risposta al senso della vita invocando l'aiuto di un Creatore onnipotente. L'uomo riconoscendo le proprie colpe e responsabilità, in ogni epoca ed in ogni regione della terra si è raccolto nei luoghi di culto per implorare salvezza dall'alto cercando di ingraziarsi la Divinità per mezzo di sacrifici propiziatori.
Oggi le scienze e la tecnologia sono talmente progredite che l'uomo moderno pensa di dover confidare solo nelle proprie capacità, per cui l'dea di un Dio creatore è diventata, per molti, un mito da sfatare, un mito generato dalla paura e dalla mancanza di conoscenza nell'uomo primitivo. Davvero l'uomo oggi è in grado di avere il pieno controllo sulla sua vita? L'idea di un Dio creatore è veramente obsoleta? Possiamo sostituire la religione con la moderna “teologia” scientifica?
Questa illusione, in ultima analisi, non genera forse nell'uomo una sorta di “delirio di onnipotenza”? La minaccia di un piccolo virus ha sconvolto la vita di tutte le nazioni e mandato in crisi molti settori dell'economia. Per paura le nazioni si rinchiudono nei propri confini e le persone nelle proprie case, si evitano i contatti personali e tutti avvertono una grave limitazione delle libertà.
Dominano l'allarmismo e la confusione: il vaccino garantisce l'immunità con una dose? No due, forse tre. I suoi effetti sono garantiti per dodici mesi? No nove, no massimo sei. Poi ci sono le varianti che possono “bucare” il vaccino, forse sì o forse no...! È fiorita una inusitata violenza verbale fra vaccinati e non vaccinati e contro le restrizioni delle libertà individuali, per alcuni necessarie, ma per altri dannose oltre modo all'economia.
Per nostra fortuna - così almeno recita la televisione - l'Italia ha assunto il ruolo di capofila nella lotta al Covid. Basteranno i nostri “draghi” o ci vorrà un “dragone”?
Luciano Mancin