Capitalismo, termine veterocomunista, chiamiamolo allora industrialismo. Persone che hanno molto denaro e ne vogliono sempre di più.
Chissà perché la mente dell’uomo è così distorta: “i soldi devono rendere” , cioè dare altri soldi. Le case farmaceutiche sono obiettivamente un girone di inferno dantesco: più ammalati ci sono, più farmaci si vendono. Prima del Covid era già stato messo su il grande affare degli integratori: sei stanco, hai necessità di urinare durante la notte, ti fanno male le ossa perché hai più di 60anni, ingrassi…. A ogni cosa c’è un rimedio, naturalmente naturale. Purtroppo siamo noi, i nostri corpi ad essere oggetto di usura e di scadenza. Certi ulivi pare abbiano 800 anni. A noi non succede. Sono aumentati gli ottantenni e anche i centenari, quasi in buona salute. Ma il globo terrestre non può contenere più di un certo numero di abitanti… e poi vogliono abitare tutti negli stessi punti della terra: dove c’è vita, distrazione, lavoro. Negli anni ’30 e ’40 erano tutti contadini, poi tanti nostri nonni sono letteralmente scappati dalle campagne.
Non è divertente il lavoro in campagna. Luigi Tenco aveva scritto tutto nei pochi versi di una canzone. C’è tutto quello che è successo: “La solita strada, bianca come il sale/ Il grano da crescere, i campi da arare/ Guardare ogni giorno/Se piove o c'è il sole/Per saper se domani/Si vive o si muore/E un bel giorno dire basta e andare via”. Partire sognando un altro mondo. “E poi mille strade grigie come il fumo/In un mondo di luci sentirsi nessuno/Saltare cent'anni in un giorno solo/ Dai carri dei campi agli aerei nel cielo/E non capirci niente…”
Adesso il Covid ha costretto la gente a casa. Mi immagino riunioni di creativi di tutti i tipi: creativi del settore alimentare, delle industrie dei mobili e soprattutto di quelle farmaceutiche.
I creativi si chiedono: “cosa fa uno in casa?”.
Mangia biscotti, sta sul divano e poi disinfetta tutto quello che può. Fuori c’è lui, il Covid, dentro non deve entrare. Nelle pubblicità scattano le parole magiche, come “disinfettante” oppure “aumenta le difese immunitarie”. Così si stanno arricchendo le ditte che producono saponi, divani e biscotti. Divani disinfettanti che aumentano le difese immunitarie non ne ho ancora sentiti, ma non è detto che arrivino quanto prima.
E poi i vaccini. Che cosa geniale: ti metti dentro il corpo il virus modificato in piccole dosi e il virus non ce la fa più ad entrare o se entra trova chi lo combatte. Come non ricordare Sabin, il creatore del vaccino per la poliomielite? Malattia orribile ormai dimenticata, ma cinquant’anni fa era quasi normale vedere ancora in giro bambini colpiti dalla polio. Ebbene Sabin regalò al mondo il suo brevetto e rinunciò ad arricchirsi.
Adesso invece sta succedendo l’incredibile. Siamo storditi, il problema degli effetti collaterali ci colpisce allo stomaco e alla testa, non sappiamo cosa fare. Dietro ci sono gli affari - non si può negare - i soliti maledetti affari. Si specula sulla morte, ma non è una cosa nuova… basta leggere Manzoni.
Renata Vaschetto