Il computo del tempo e di conseguenza la definizione precisa della data in cui si verificò un determinato evento
rappresentano una difficoltà per gli studiosi di storia antica.
È pur vero che fin dalle epoche più remote i calcoli si basarono sul movimento degli astri (soprattutto della luna), ma il punto di inizio del conteggio, ossia l’anno 0, diede origine ad una grande varietà di calendari difficilmente confrontabili e sovrapponibili tra di loro. L’incoronazione di un re, la fondazione di una città o un avvenimento importante diedero di volta in volta il via al cronometro che tuttavia sempre si fermò, per lasciar posto ad altri calendari in una prospettiva però sempre localistica.
In generale nella letteratura antica è quindi abbastanza arduo ricavare indicazioni cronologiche e questo vale anche per i racconti biblici.
Così nei testi dei Vangeli non troviamo alcuna data, intesa nella formula moderna di giorno/mese/anno. Tuttavia i fatti riportati si collocano in un preciso orizzonte temporale. Nel Vangelo di Luca ad esempio c’è questa interessante annotazione, quando l’evangelista riferisce dell’inizio della predicazione di Giovanni il Battezzatore: “nell’anno quindicesimo di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide…”
La combinazione di questi elementi consente di circoscrivere un arco temporale tra il 27 e il 29 d.C. Il padre di Giovanni Battista era tal Zaccaria, un sacerdote della “classe di Abia”. Sempre l’evangelista Luca dice che a Zaccaria apparve l’angelo del Signore mentre era di servizio al tempio “durante il turno della sua classe”, annunciandogli che sarebbe diventato padre. Tornato a casa la moglie Elisabetta, già avanti con gli anni, rimase incinta. Luca aggiunge che al momento dell’annunciazione dell’angelo a Maria, la cugina Elisabetta era già al sesto mese di gravidanza. I turni di servizio al tempio delle varie classi sacerdotali erano rigidamente codificati e recentemente alcuni studiosi, sulla base dei documenti e dei calendari ebraici dell’epoca, si sono cimentati nel calcolare le date di nascita di Giovanni Battista e di suo cugino Gesù. Allo stesso modo analizzando dettagli delle narrazioni evangeliche e di altre fonti storiche hanno cercato di ricostruire la cronologia della vita di Gesù.
Ma in fondo non ha molta importanza sapere le date esatte. Quello che conta è che ci troviamo di fronte a fatti che, secondo i criteri storiografici comunemente accettati, sono da considerare come realmente accaduti. Addirittura è in base a questi fatti che buona parte dell’umanità oggi conteggia il tempo. Prima e dopo Cristo.
Nel VI secolo Dionigi il Piccolo, dotto monaco vissuto a Roma, ma originario della lontana Scizia, fu il primo a calcolare, sulla base dei dati che aveva a disposizione, l’anno di nascita di Gesù fissandolo nell’anno 753 dalla fondazione di Roma (a sua volta oggetto di controversie tra gli storici). Quasi certamente sbagliò di qualche anno, ma questo genere di calcoli è tutt’altro che semplice e ancora oggi fior di scienziati discutono al riguardo.
Basti dire che la terra per girare intorno al sole impiega 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 9 secondi. Per l’appunto un anno. Ma se si parla di secoli e di millenni trascorsi, già solo per i resti e per la precessione degli equinozi qualche problemino di matematica salta fuori ...
Cfl