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Tre nichelinesi alla Promotrice

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Qualche giorno fa si è conclusa a Torino la 178ª edizione dell’Esposizione Arti Figurative, organizzata dalla Società Promotrice delle Belle Arti a Torino presso la palazzina in stile liberty nel Parco del Valentino.

Nonostante una situazione ancora densa di incertezze questa edizione della  mostra è  stata un atto di fiducia, perché la pandemia  ha trasformato i percorsi espositivi e il modo di vivere questi eventi.

Come ha sottolineato il presidente Giovanni Prelle Forneris nella presentazione, “anche in questi momenti l'Arte è un'ancora di salvezza, ci aiuta a superare momenti di scoramento, paura, preoccupazione ed infonde fiducia e speranza e tonifica lo spirito.  L'Arte è uno strumento per unire luoghi, idee e stili di vita, per affrontare i problemi più terribili con onestà e speranza. Anche la Società Promotrice delle Belle Arti in Torino con i suoi limiti, ma con l'entusiasmo che nella secolare vita l'ha sempre supportata, ha perseguito e proseguito la sua attività”.     

La storia della "Promotrice" è, anche, la storia degli artisti che provenienti da tutta l'Italia, e non solo, hanno contribuito dal lontano 1842 ai giorni nostri alla costruzione di un percorso tra arte e costume, ricerca e sperimentazione.  Dal 1919 (l’anno scorso ricorreva il centenario) l’esposizione  si tiene presso l’attuale sede della Società Promotrice delle Belle Arti al Valentino.

Con 577 opere e 352 artisti, noti e meno noti, l’illustre rassegna ha proposto una panoramica decisamente significativa  su molteplici aspetti della pittura, scultura, grafica e fotografia tra Novecento e nuovo Millennio.

Tra i partecipanti c’erano anche tre nichelinesi.  

La pittrice Amalia Passaro era presente con l’opera (olio su tavola) “Abbraccio di madre”, intensa raffigurazione della maternità, ricca di forti accostamenti cromatici. Nel suo lungo percorso artistico Amalia Passaro ha approfondito diverse tecniche spaziando tra diversi stili. Amore per la natura, suggestioni impressionistiche,  da qualche anno aderisce anche alla corrente pittorica internazionale del “Presenteismo”, utilizzando espressioni innovative sia per tematica che per tecnica. E’ stata recentemente insignita del titolo di “maestro d’arte” e di un importante riconoscimento al premio internazionale “Michelangelo Buonarroti”.

Alla palazzina della “Promotrice” il pittore Giorgio Digifico ha invece esposto  “Spiragli di luce”, opera che ben rappresenta il suo stile e la sua poetica. Tecnica sopraffina, non disgiunta da temi di impegno sociale, vincitore di innumerevoli premi (il più recente lo scorso agosto), Digifico continua il suo originale percorso artistico nella bottega allestita in uno degli antichi cascinali di Stupinigi.

Nella sezione fotografica Ezio Sarà ha presentato “Il ciclo della vita”, delicata composizione incentrata su una rosa, rievocativa di effetti time-lapse. In questo 2020 il fotografo nichelinese ha messo a segno alcune delle immagini più incisive della sua ultraquarantennale attività dietro all’obiettivo: dagli scorci della città deserta durante il lockdown alla cometa Neowise.  Per Ezio Sarà, dopo tanti anni di partecipazione a  concorsi fotografici, c’è stato così anche il felice esordio alla Società Promotrice delle Belle Arti, accanto a pittori importanti.

Da sinistra:   “Abbraccio di madre” di Amalia Passaro; “Spiragli di luce” di Giorgio Di Gifico;  “Il ciclo della vita” di Ezio Sarà.