Si è finalmente sbloccata la situazione per l’ex depositeria giudiziaria nel parco Miraflores, al fondo di viale dei Mughetti.
All’inizio di ottobre hanno preso ufficialmente il via l’operazione di sgombero dell’area di circa 12.000 quadrati, occupata da oltre vent’anni da centinaia e centinaia di veicoli abbandonati tra auto, furgoni, moto, motorini e quintali di rottami sparsi. Il sindaco Tolardo, e le assessore Faienza e Rasetto hanno illustrato in un video la prima fase dell’intervento che dovrebbe concludersi entro quattro mesi. La ditta ECO.DEM di Moncalieri, specializzata in demolizioni e recupero di ricambi usati, provvederà, a costo zero per il Comune, al ritiro di circa 900 veicoli. L'azienda incaricata trarrà il proprio compenso dalla valorizzazione e dal riciclo dei materiali metallici come ferro, rame e alluminio. Alcune auto, seppure molto danneggiate, con il passare del tempo sono ormai diventate pezzi da museo o quanto meno rappresentano un’opportunità di pezzi meccanici, accessori e parti di carrozzeria per appassionati e collezionisti.
Si apre così un concreto spiraglio per il risanamento e il riutilizzo di una consistente porzione del Parco Miraflores, ridotta in condizioni di grave degrado.
Il sito in passato era utilizzato per attività di estrazioni di sabbia e ghiaia dal Sangone, venne poi trasformato nel deposito di un autosoccorso che aveva la sede principale al fondo di via XXV Aprile. Nel corso degli anni, l'area si era riempita di un imponente parco veicoli sequestrati dall'autorità giudiziaria o amministrativa, mezzi sinistrati, oggetti di contenzioso o rimossi dalle forze dell’ordine a seguito di abbandono da parte dei proprietari. La situazione della depositeria giudiziaria è precipitata in seguito a una serie di fallimenti societari e al tragico suicidio di uno dei titolari davanti al tribunale di Torino nel 2006. Successivamente l’area, su cui sorgevano alcuni fabbricati, era stata acquistata dal Comune a completamento del Parco Miraflores (Boschetto) dopo la liquidazione dell’Ordine Mauriziano.
Il contesto si è ulteriormente aggravato nel tempo, portando al sequestro giudiziario dell'area a causa delle preoccupazioni ambientali sollevate dai residenti, a insediamenti abusivi e a un incendio. Una situazione paradossale: centinata di veicoli sequestrati, di cui per lo più si erano perse le tracce dei precedenti proprietari, ammassati in un sito a sua volta sotto sequestro. La svolta è stata resa possibile grazie a una recente legge che consente di demolire e cancellare dal pubblico registro automobilistico anche i mezzi sottoposti a fermo amministrativo. I due nuclei familiari che occupavano gli immobili sono stati ricollocati.
Una volta completato lo sgombero si procederà a valutare lo stato del suolo e del sottosuolo per eventuali operazioni di bonifica, ottenere il dissequestro del sito e decidere la sorte dei fabbricati. Tra le ipotesi sul tavolo per il futuro c’è la realizzazione di un impianto fotovoltaico e comunque la sistemazione di questa fetta di Boschetto per renderla nuovamente fruibile.