La Germania predispone che le strutture sanitarie siano pronte per accogliere i feriti di guerra nel caso di un’espansione del conflitto alle porte dell’Europa.
In questa calda estate 2026 si sono evidenziate notizie in ambito internazionale che non rasserenano, poiché sembra non intravedersi a breve la cessazione delle più gravi ostilità belliche in corso.
Sono giunti segnali di un peggioramento del conflitto tra Russia e Ucraina e si teme che si allarghi verso l’Europa. La Germania ha previsto un piano sanitario di emergenza con un addestramento strutturale della Sanità, volto a fronteggiare un concreto impegno relativo ad uno scontro militare sul fronte orientale europeo.
Di recente la rivista medica THE BMJ ha trattato questo argomento, ponendo in luce diversi elementi, motivo di dibattito pubblico in Germania: “Why German doctors are being prepped for war (Perché i medici tedeschi vengono preparati alla guerra).
Per strana coincidenza, esattamente quattro anni fa, ho partecipato a un seminario di aggiornamento professionale “Chirurgia di guerra” che si è tenuto presso l’Ordine dei Medici di Torino.
Sono state trattate le tematiche relative alle ferite provocate da armi (convenzionali e non) e da agenti chimici, biologici e radioattivi. Particolarmente istruttiva è stata la sezione riguardante il trattamento delle vittime di armi chimiche, quadri clinici che non rientrano nei casi abituali affrontati in tempi di pace.
Inoltre, venivano date nozioni per le cure e gli antidoti specifici, le cui conoscenze esulano dalla comune attività quotidiana della maggioranza dei medici operanti nella nostra area geografica.
Un esempio sconvolgente riguarda i danni causati dalle ustioni provocate dal contatto con il fosforo bianco: questo agente chimico è molto distruttivo per i tessuti, poiché causa danni irreversibili a organi e apparati, da cui derivano atroci sofferenze. Guardando le immagini presenti in alcuni articoli, ci si rende conto di quanto siano gravi le lesioni prodotte dal contatto con questo agente chimico: le proprietà termochimiche che il WP presenta sono un basso punto di fusione (44° centigradi) e l’autoaccensione spontanea a 34 - 40 °.
Nel bruciare tende a raggiungere una temperatura della fiamma da 800 ° a 1.300°
I fumi tossici causano gravi ustioni chimiche e lesioni respiratorie, con gravissime complicanze multiorgano.
Un altro drammatico aspetto è legato al fatto che questo composto si incendia ulteriormente al contatto con l’ossigeno, rendendo così difficile la decontaminazione e le cure di primo soccorso; inoltre, persiste nell’ambiente (fonti idriche e terreno) inducendo ulteriori danni.
Si assiste a una continua escalation bellica internazionale, i cui termini spazio-temporali risultano alquanto indistinti e incerti: devo ammettere con rammarico che quattro anni fa mai avrei immaginato quanto si sta attualmente verificando.
Dott. Gianni Zuccheri
