Beppe, 63 anni, ci ha da poco lasciati, in una tristissima giornata di questo ottobre 2026.
L’articolo che potete leggere sul sito l’aveva scritto lui per questo numero di Nichelino Comunità, giornale che da sempre seguiva con interesse e con il quale da una decina d’anni collaborava assiduamente. Scriveva di ambiente, tecnologia e scienza, forte della sua brillante esperienza professionale da ingegnere. Scriveva anche di viaggi, anche se da tempo faceva fatica a spostarsi a causa delle sue condizioni di salute, lui che prima era sempre in movimento. Durante la pandemia ci aveva rincuorato con i suoi “tour virtuali” alla scoperta di luoghi insoliti nel mondo attraverso il PC, abituato com’era alle riunioni on line e ai lunghi periodi di isolamento a casa o in ospedale.
Curioso, lucido e razionale: nei mesi scorsi aveva iniziato a scrivere una serie di articoli sulle “grandi domande”, come il senso del tempo e i misteri dell’universo.
Giuseppe Odetto, 63 anni, nella sua vita aveva superato tante prove. Due su tutte: il trapianto di cuore e dopo un po’ la prematura morte dell’amatissima moglie Betta, rimanendo solo con due figli ancora giovani. Nonostante tutto Beppe, tra visite, esami e reparti d’ospedale aveva sempre trovato la forza di ripartire nella quotidianità con la sua passione per il lavoro e lo studio, la sua tenacia e sete di conoscenza.
Circa un anno sono subentrate altre serie complicazioni renali e ha dovuto iniziare un faticoso e serrato percorso di dialisi, fino alla necessità di un altro trapianto, questa volta di rene. Lo ha affrontato con coraggio, consapevole di trovarsi di nuovo sul filo del rasoio. Questa volta non ce l’ha fatta. Resta però per tutti noi un esempio di resilienza e di amore per la vita. Al termine di questa sua esistenza travagliata ora è giunto ad abbracciare quel Mistero che tanto lo affascinava!
Redazione N.C.