… C’era una volta una miniera, detta del Banchet, sperduta in mezzo alle montagne della Valle Stretta, quasi irraggiungibile.
C’è una data, incisa su una pietra della facciata: 1875, l’anno in cui l’edificio venne ricostruito sulle rovine di uno preesistente, perché l’insediamento della miniera è molto più antico. L’attività cessò definitivamente prima dell’ultima guerra. Il sito minerario era passato in concessione alla Fiat che vi aveva installato anche una teleferica per trasportare il materiale ferroso fino a Pian delle Fonderie. Alcuni macchinari vennero abbandonati sul posto; qualche resto è visibile ancora oggi. Nel 1940 la Valle Stretta fu teatro di operazioni belliche, in occasione del breve (e fallimentare) “attacco” dell’Italia fascista alla Francia.
Alla fine del conflitto mondiale la valle divenne territorio francese. La Casa e la Miniera restarono abbandonate a se stesse. Per raggiungerle dall’Italia c’era di mezzo una frontiera e dalla Francia solo una mulattiera (attraverso il Colle della Scala) o impervi sentieri da Modane e Névache.
Nell’Ottocento l’attività estrattiva aveva avuto un certo impulso: tal Giovanni Battista Bonetti, inseguendo i racconti dei montanari del luogo, aveva avviato una società mineraria e ripreso, senza grande successo, filoni abbandonati sperando di trovare altro ferro … e magari anche argento e oro.
Le origini della miniera si perdono nell’antichità. Quasi certamente era attiva nel XV secolo: lo attestano documenti in cui si parla dell’acciaio che serviva a costruire le allora rinomate “spade di Névache” . Nella zona non ci sono tracce storiche di altre miniere di ferro.
Questa circostanza avvalora la tesi – prospettata nel libro sulla storia della Maison des Chamois – che i primi a insediarsi nel sito per sfruttare i giacimenti ferrosi siano stati addirittura i Saraceni, cioè prima dell’anno Mille!
Ipotesi non peregrina. Al fondo dell’altro versante del Colle di Valle Stretta si trova un paese che si chiama Fourneaux, oggi sobborgo di Modane. Forni, fonderie: l’antico motto latino che campeggia sullo stemma del Comune è “apud fornellos”, cioè “presso i forni”. La vallata dove si trova Modane, che si chiama Maurienne, nel medioevo, tra il 920 e il 950, venne occupata dai “Mori”, ossia dai Saraceni provenienti dal mare attraverso la Provenza. E’ a quel periodo che risalgono le origini di Fourneaux: le fonderie dei Saraceni per il ferro che portavano giù dalla Valle Stretta.