L’ultimo scorcio di estate per le Parrocchie di Nichelino non è stato soltanto un momento di rientro, ma un tempo ricco di contenuti e significato,
capace di fare da ponte naturale tra le esperienze estive e l'inizio del nuovo anno pastorale. A mettersi in cammino sono state le due fasce più “adulte” della comunità giovanile, con due campi ben distinti per mete e fascia d'età.
I ragazzi del Triennio delle scuole superiori hanno vissuto quattro giorni intensi a Firenze, tra arte, fede e la scoperta dell'esperienza di don Lorenzo Milani. A guidare il loro cammino è stato un motto tanto semplice quanto impegnativo: "I Care" ovvero "Mi sta a cuore", le parole che campeggiavano nella scuola di Barbiana. Proprio la salita a Barbiana ha rappresentato una delle tappe più significative dell'esperienza. I ragazzi hanno visitato i luoghi in cui don Milani ha svolto la sua rivoluzionaria attività educativa, riscoprendo il valore di una scuola capace di mettere al centro le persone, in particolare chi rischiava di rimanere ai margini. A rendere la giornata indimenticabile è stato l'incontro con Nevio, ex alunno di don Milani, che attraverso i suoi racconti e ricordi diretti ha riportato i ragazzi indietro nel tempo, facendo risuonare la forza di un messaggio che parla con straordinaria attualità anche alle generazioni di oggi. Il percorso è poi proseguito nel cuore di Firenze: dalla Galleria degli Uffizi alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, dal Battistero alla Basilica di Santa Croce. Tuttavia, dietro le opere e i monumenti, c'è stato soprattutto un invito a guardare oltre. La Parola di Dio, la testimonianza di don Milani e la bellezza della città hanno accompagnato i momenti di deserto e di preghiera, nei quali i ragazzi si sono interrogati su cosa significhi "fare del bene là dove siamo": non compiere gesti straordinari, ma imparare a prendersi cura con responsabilità delle persone che ci circondano e delle realtà quotidiane.
A chiudere definitivamente la lunga stagione estiva 2026 sono stati poi i più grandi, universitari e giovani lavoratori, che hanno raggiunto la città di Assisi per vivere tre giorni sui luoghi e sui passi di San Francesco, nell'anno speciale in cui ricorrono gli ottocento anni dalla sua morte. Con il titolo "Una fede che (si) trasforma", il campo non è stato semplicemente un viaggio alla scoperta di una città nuova e dei suoi monumenti, ma è diventato lo spazio spirituale nel quale fermarsi, ascoltare e lasciarsi interrogare dalla vicenda del santo: un uomo che ha saputo lasciare spazio a Dio fino a permettere che la propria fede e il proprio modo di guardare la realtà venissero profondamente trasformati. Una delle scoperte più importanti vissute ad Assisi è che il cammino di fede non consiste soltanto nel trovare risposte immediate, ma soprattutto nell'imparare a porre a Dio le domande più autentiche. Tra queste, una in particolare ha accompagnato i giovani lungo i tre giorni: "Dimmi chi sono io per Te", un interrogativo essenziale e decisivo, capace di mettere in gioco le proprie scelte di vita e la relazione con il Signore. Ad accompagnare i giovani sono stati diversi momenti di ascolto e testimonianza, tra cui l'incontro con i frati francescani, ma anche il silenzio ha avuto un ruolo di primo piano. A San Damiano e all'Eremo delle Carceri ci sono stati lunghi momenti nei quali fermarsi per lasciar andare il rumore della quotidianità e dare voce a ciò che spesso rischia di rimanere nascosto.
Fede Locritani