Dopo una ventina d’anni è stato sgomberato il campo nomadi abusivo in via Santhià.
Quando le forze dell’ordine, i tecnici e gli operatori sociali sono giunti sul posto per procedere, quasi tutte le persone “residenti” (in alcuni periodi avevano superato le cinquanta unità) avevano già lasciato la zona autonomamente e le operazioni si sono svolte senza tensioni.
Le condizioni di vita all'interno del sito erano insostenibili con un livello igienico-sanitario assolutamente inadeguato. Da sempre la vicinanza dell'insediamento al centro abitato era stata motivo di forti proteste da parte del vicinato, esasperato dai continui fumi tossici provocati dalla combustione di pneumatici e dai roghi di rifiuti.
Il superamento della baraccopoli è stato l'esito di un lungo percorso, avviato da Comune e Cisa 12, per individuare soluzioni abitative e sociali alternative, con particolare riguardo alla presenza di parecchi minori.
Con la partenza degli ultimi occupanti, l'attenzione si è spostata ora sulla bonifica dell'area, che comprende sia parti private che comunali. Sul posto restano ancora da rimuovere alcuni manufatti abusivi, roulotte, carcasse di automobili e materiali abbandonati.
Per evitare nuove intrusioni abusive l’ultimo tratto di via Santhià è stato sbarrato con barriere new jersey, in attesa di un progetto di riqualificazione complessiva.