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L’anno pastorale 2026-27: “scegliere la parte migliore”

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 Nichelino - Stiamo per iniziare un nuovo anno pastorale e sentiamo il vivo desiderio di condividere

orizzonti, priorità e progetti per i prossimi mesi.

Arriviamo a questo settembre 2026 all’inizio del quarto anno del cammino unitario delle nostre parrocchie. Non siamo più nella fase dell'esperimento o del rodaggio iniziale: questi tre anni di cammino comune, scanditi dal confronto tra i consigli parrocchiali, l’équipe dell'Unità Pastorale e i coordinamenti, hanno creato una rete di relazioni e di fraternità che oggi chiede di fare un passo ulteriore verso la stabilità per poter annunciare il Vangelo in modo sempre più costruttivo.

Un passaggio fondamentale di questa maturazione è stato vissuto il 4 e 5 luglio scorso a Château Beaulard, dove una buona rappresentanza dei consigli pastorali e dei coordinamenti si è riunita per un intenso “workshop” residenziale. In quell'occasione abbiamo fatto memoria del cammino percorso, abbiamo dato voce con schiettezza alle fatiche quotidiane e abbiamo tracciato insieme le linee portanti dell'anno che si apre.

L'icona biblica: l'ascolto che libera dagli affanni

Come ogni anno, vogliamo che la nostra programmazione non sia semplicemente un elenco di date ed iniziative, ma che il nostro cammino comunitario nasca dall'ascolto della Parola di Dio. L'icona che ci accompagnerà lungo l'intero anno pastorale è tratta dal Vangelo secondo Luca (10,38-42): l'incontro di Gesù a Betania con le sorelle Marta e Maria. «Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”».

Questa scena tocca da vicino la vita delle nostre comunità. Tutti noi sperimentiamo la fatica dell'affanno e della moltiplicazione degli impegni. Anche nella vita comunitaria possiamo correre il rischio di identificarci esclusivamente con le cose da fare, finendo per sentirci soli, appesantiti o incompresi nel servizio. Il rimprovero pieno di affetto che Gesù rivolge a Marta non è una condanna del servizio o dell'ospitalità operosa, ma un avvertimento contro la dispersione del cuore: quando l'azione perde il contatto diretto con la sorgente, cioè la presenza viva del Signore in mezzo a noi, l'entusiasmo si trasforma in ansia da prestazione. Scegliere la "parte migliore" significa riscoprire che l'ascolto di Dio e la cura delle relazioni autentiche non sono un lusso per chi ha tempo libero, ma la radice vitale che impedisce al nostro impegno di inaridirsi.

Ci ha colpito che più di una persona in questi anni ci ha confidato una preoccupazione: la difficoltà di scegliere a quali iniziative comunitarie partecipare, non potendo fa tutto.

Ecco allora che vorremmo offrire qualche aiuto per il discernimento personale.

Il discernimento personale: che posto ha lo Spirito nella mia agenda?

Da questa icona evangelica nasce la prima grande proposta per quest'anno: invitare ciascuno di noi a fare un serio discernimento personale sul proprio cammino di fede. Partiamo da una consapevolezza: nessuno può coltivare la relazione con il Signore al posto nostro. Non c’è possibilità di delega. Come accade per qualsiasi obiettivo umano – dalla cura della salute a una disciplina sportiva o professionale – nessuno si stupisce della necessità di fissare tempi certi di allenamento settimanale. Perché dovrebbe essere diverso per la vita interiore? Potremmo chiederci: che spazio ha la spiritualità nella mia agenda? Non dovrebbe essere troppo sorprendente sentirci rallentati nella vita di fede, se non abbiamo un buon… “piano di allenamento”.

La vita della nostra comunità sarà nuovamente scandita da un ritmo trimestrale: settembre-novembre, dicembre-febbraio, marzo-maggio, oltre al tempo estivo. Suggeriamo a tutti di prendersi, all'inizio di ciascun trimestre, un momento di sosta per pianificare con realismo quali tempi dedicare alla preghiera e alla formazione, riprendendo e aggiornando il piccolo sussidio personale «Sulle tue tracce» (verrà distribuito a fine mese) come diario spirituale di bordo.

I tre livelli della vita cristiana

Per dare concretezza a questo discernimento e mettere ordine nelle molteplici proposte, proviamo a suggerire tre livelli complementari che potrebbero definire l'esperienza ordinaria del credente praticante:

  1. La dimensione comunitaria e l'Eucaristia domenicale. L'incontro domenicale con Cristo risorto attorno alla mensa della Parola e del Pane spezzato insieme alle sorelle e ai fratelli rimane il vertice e la sorgente di tutto il resto. A questo incontro festivo settimanale leghiamo i quattro grandi appuntamenti annuali delle Officine di Comunità (a ottobre, inizio Avvento, in Quaresima e a fine maggio), momenti privilegiati per radunarci a celebrare insieme, condividere il pranzo fraterno e confrontarci sul futuro cittadino come intera comunità di Nichelino
  2. Il livello intermedio: la novità dei Cenacoli del Vangelo. Tra la grande assemblea domenicale e la “solitudine” del cammino personale, è emersa con forza l'esigenza di spazi più intimi e fraterni. I Cenacoli del Vangelo nascono proprio per colmare questo vuoto: piccoli gruppi di persone che si ritrovano periodicamente: non si tratterà di fare lezioni teologiche o di dibattiti teorici, ma di incontri guidati dallo stile della "conversazione nello Spirito": si condivide la vita reale, si ascolta un brano evangelico e ci si scambiano con umiltà le risonanze che quella Parola suscita nelle prove, nei dolori, nelle speranze e nelle gioie quotidiane.
  3. La cura della vita interiore personale. È lo spazio della fedeltà quotidiana: pochi minuti al giorno di silenzio, la buona abitudine di pregare la liturgia delle ore, l'ascolto della Parola quotidiana, la riscoperta regolare del sacramento della Riconciliazione come luogo dove sperimentare la tenerezza del perdono.

Ci pare che una buona cura di questi tre livelli, sia la premessa che può permetterci di essere “cristiani nel mondo”, attenti a leggere l’attualità alla luce del Vangelo e a fare scelte coerenti con l’annuncio del Regno di Dio.

Le opportunità di sostegno

A servizio di questo ritmo spirituale, la comunità offrirà alcune opportunità stabili, da scegliere con libertà in base alle proprie necessità (non si tratta di far tutto, ma di scegliere, in base al proprio cammino, la “parte migliore”):

  • I fine settimana di Esercizi Spirituali residenziali per adulti e famiglie (a Susa a novembre, a Château Beaulard a gennaio e in primavera), oltre ai ritiri specifici per giovani e adolescenti.
  • Le Officine di Spiritualità nei mercoledì dei tempi forti (Avvento e Quaresima), dedicate alla continua riscoperta della preghiera e alla meditazione biblica.
  • Le giornate trimestrali di adorazione e preghiera silenziosa, con la possibilità (mensile) di accostarsi al sacramento della Riconciliazione. Quest’anno ci saranno anche alcune serate in cui una chiesa di Nichelino rimarrà aperta per la preghiera personale.
  • Le Officine di Pace, che propongono spazi di riflessione e impegno su un tema sempre più attuale per il nostro mondo

Verso il nuovo Consiglio Pastorale Unitario

Il quarto anno porta con sé anche una significativa maturazione “strutturale”. Dopo un lungo percorso in cui i consigli pastorali parrocchiali delle singole comunità si sono riuniti congiuntamente, è giunto il momento di dare una forma stabile, snella e coordinata alla nostra guida pastorale.

Nasce così il nuovo Consiglio Pastorale Unitario. La sua architettura, abbozzata a Château Beaulard, vuole superare la frammentazione e si articola in tre grandi aree operative:

  • l’area delle relazioni comunitarie: piccole équipe territoriali presenti nelle singole comunità, con il compito di custodire la prossimità, monitorare le situazioni di solitudine o malattia, curare l'accoglienza dei nuovi arrivati e sostenere i volontari nei servizi (anche attraverso figure di accompagnamento fraterno).
  • l’area delle attività pastorali: coordinamenti tematici (giovani, catechesi, adulti, liturgia, carità, lavoro e sociale, mondialità) che non si limitano a organizzare eventi, ma vivono un discernimento costante tra la spiritualità evangelica e i bisogni del territorio.
  • l’area tecnica e gestionale: formata da chi si prende cura degli aspetti economici, amministrativi, manutentivi e comunicativi, assicurando che le strutture siano al servizio della missione.

A collegare e armonizzare tutto questo lavoro sarà una “segreteria”, che chiameremo “Coordinamento Pastorale”, che si riunisce in modo stabile tutti i mesi, mentre il Consiglio plenario si ritroverà quattro volte l'anno. A fine settembre incontreremo i consigli parrocchiali uscenti per avviare insieme questo nuovo tratto di strada, fiduciosi che lo Spirito Santo continuerà a suscitare tra noi la bellezza della corresponsabilità.

Don Davide Chiaussa e don Alberto Vergnano
Parroci di Nichelino

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