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Ritorno al futuro

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Un viaggio tra l’industria di fine Ottocento e il futuro: si potrebbe intitolare così una recente esperienza esperienza degli studenti Unitredi Nichelino

che prima hanno visitato il villaggio Leumann, quartiere operaio edificato a Collegno più di 120 anni fa, esempio per i tempi di allora di una politica sociale moderna che tendeva a dare servizi e qualità della vita alle maestranze. Qualche giorno dopo hanno visitato la Fondazione Links, nata dall’accordo tra Compagnia di San Paolo e Politecnico di Torino che opera nel settore della ricerca e dell’innovazione.

Nella Fondazione lavorano circa 200 giovani ricercatori che arrivano da tutte le parti del mondo, si sentono parlare diverse lingue, si avverte un clima buono. Qui gli studenti Unitre sono stati proiettati nel futuro e hanno potuto toccare con mano alcuni progetti che avranno un forte impatto sulla vita di tutti noi, dalla mobilità autonoma al metaverso, alla robotica fino all’intelligenza artificiale.

“Stiamo vivendo un periodo di grande transizione digitale che non sappiamo bene dove ci porterà per il quale occorre prepararsi con saggezza – ha detto il presidente Unitre Paolo Colombo presentando la visita - Imparare cose nuove, dopo aver disimparato in parte le vecchie, è una competenza che sarà richiesta non solo ai giovani se si vuol rispondere bene, in uno scenario di cambiamenti sempre più rapidi”.

Ecco alcuni progetti presentati che ci riguardano da vicino. Nel 2024 ad esempio ci saranno due shuttle a guida autonoma che circoleranno nella zona Nizza-Millefonti garantendo il collegamento tra Piazza Bengasi e la zona Ospedali. Il servizio andrà prenotato, si tratta di una sperimentazione anche per capire l’accettazione da parte dei cittadini di soluzioni di questo tipo che potranno poi essere allargate ad altre tratte della rete dei trasporti torinesi.

Si è passati poi all’illustrazione delle ricerche sul metaverso con tecnologie utilizzate per coinvolgere di più i visitatori dei musei, anche grazie alla realizzazione di “Metamusei”, in parte digitali e in parte fisici come già sperimentato a Palazzo Madama.

Particolare interesse ha suscitato la presentazione degli studi per istruire il “cane robot”, in fase di programmazione, che potrà essere utilizzato per operazioni di polizia e in situazioni di particolare pericolosità. Ha suscitato molta curiosità l’incontro con Elisha, cane guida di uno studente Unitre presente all’incontro.  I due si sono annusati, guardati, ma alla fine l’amore non è sbocciato. Ad oggi non c’è paragone, Elisha ne sa di più, accompagna il suo umano sulle strisce, riconosce i pericoli e ubbidisce alle richieste. Unico problema: si sbafa un sacco di croccantini. L’altro, il robot, promette bene, può aiutare la protezione civile e le forze dell’ordine in determinati casi, in futuro saprà anche lui riconoscere il colore del semaforo e gli attraversamenti pedonali e individuare le macchine in arrivo…ma per ora sta ancora imparando.

Infine si è parlato di intelligenza artificiale “giocando” con Chat gpt alla quale è stato richiesto di comporre una lettera di protesta indirizzata ad un Comune per segnalare un problema oltre ad altre domande alle quali, a dire il vero, ha risposto egregiamente.

“Dopo questa visita ho più fiducia nel futuro”, è stata la bella conclusione di un partecipante che ha sintetizzato molto bene il clima che si respirava alla fine della giornata.

C.B.