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Gio, Giu
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Sempre meno negozi a Nichelino

Accade
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C’era una volta via Torino con i suoi negozi. La strada principale dava l’impressione di una città viva sotto il profilo commerciale.

Un via vai di gente nell’arco di tutta la giornata: si usciva a fare un giro anche solo per vedere le vetrine. Da un po’ di tempo in via Torino il panorama è cambiato e si assiste ad una progressiva desertificazione per quanto riguarda i negozi di vicinato, ma non solo.  Ci sono meno uffici, meno banche, il numero delle serrande abbassate lievita. Dietro ai vetri sporchi s’intravedono i rimasugli di cessate attività commerciali, scatoloni vuoti, scaffali impolverati e fili penzolanti.

La crisi del commercio di prossimità ovviamente non riguarda solo Nichelino. Come emerge da uno studio della Confcommercio nella vicina Torino nel decennio 2003 - 2023 è scomparso il 12% delle imprese commerciali: chioschi, negozi di prodotti alimentari, abbigliamento, calzature, elettronica, ferramenta, tabaccherie e quant’altro. Nel capoluogo in lieve crescita sono invece le attività di ristorazione, a seguito dell’incremento dei flussi turistici.

Nella nostra città in via Torino, dal ponte Sangone alla stazione ferroviaria, esistono circa 280 locali commerciali di varia metratura: 200 sono aperti e 80 chiusi, ossia quasi il 30%. Tiene un po' meglio l’asse di via XXV Aprile/via dei Martiri. Qui si affacciano un centinaio di vetrine e quelle con la saracinesca giù sono meno del 20%. In via Cuneo sono 39 i negozi aperti e 29 quelli chiusi; in via Juvarra sono 28 contro 12. Il quadro non cambia di molto nelle altre vie interne con locali a destinazione commerciale, come via Stupinigi, via San Francesco d’Assisi, via Giusti, largo delle Alpi e via Cacciatori. Il quartiere Castello rappresenta un caso a sé, perché li è presente un unico polo della Coop, anche qui comunque diverse superfici sono libere, mentre i negozi in piazzetta Spadolini sono quasi tutti chiusi da parecchio tempo o mai decollati.

In alcuni settori, come quello dell’abbigliamento, si registra un elevato turn over, con titolari che cambiano e si avvicendano nell’arco di pochi mesi. Il declino, in atto da almeno una quindicina d’anni, si è accentuato nel post pandemia. In parecchi non hanno retto al fatidico semestre primavera/estate 2020 con incassi azzerati, ristori esigui e costi in aumento. Pure qualche commerciante, “proprietario dei muri” e senza spese di affitto, alla fine ha dovuto gettare la spugna. Reggono per ora i market di quartiere e i discount, ma i margini si sono ridotti, perché in quest’ultimo periodo ne sono stati aperti di nuovi, mentre bacino di utenza nichelinese è rimasto più o meno lo stesso, anzi la popolazione tende leggermente ma costantemente a calare.

A Nichelino dunque la crisi del commercio di vicinato è più pesante che altrove. Certo a fare la differenza è stata l’apertura di due grandi centri commerciali a poca distanza. Qualche negozio del centro si è trasferito là, ma shopvilles e grande distribuzione a loro volta segnano il passo stanno subendo una possente concorrenza da parte dell’e-commerce. Nell’ultimo biennio il valore degli acquisti online in Piemonte è aumentato di oltre il 30%.

Così gli stores fisici tendono a ridursi a una sorta di vetrina, dove poter vedere e toccare con mano il prodotto e poi acquistarlo comodamente sul web, talvolta nemmeno nel corrispondente negozio on line, ma più spesso su piattaforme specializzate che confrontano il prezzo individuando quello più vantaggioso.

I supermercati si sono attrezzati per ordini on line e consegne a domicilio, ma tenere in piedi questo canale parallelo costa e si parte svantaggiati rispetto ai concorrenti che operano solo su web.

Sono passati pochi anni da quando la grande distribuzione puntava a tenere aperto h 24, festività e domeniche comprese. Qualcuno oggi, per ridurre i costi di gestione, farebbe volentieri marcia indietro, ma teme di essere il primo e di perdere così altri colpi rispetto agli altri. Allora non si spengono le luci, riscaldamento e aria condizionata girano, tutt’al più si installano nuove casse automatiche e si tiene aperto, anche se le corsie si svuotano, lasciando campo largo alle incursioni di qualche curioso che veloce si avvia all’uscita senza acquisti.

Red