Ci sono voluti parecchi giorni di lavoro per demolire il palazzo dell’ex Viberti in viale Matteotti a Nichelino.
Ruspe e un’enorme tenaglia in cima ad un braccio meccanico l’hanno sbriciolato pezzo per pezzo. Sei piani fuori terra e l’insegna rossa a caratteri cubitale che spiccavano dalla tangenziale: le due lettere finali della grande scritta Viberti erano crollate da tempo, quasi il simbolo tangibile di un declino cominciato ormai parecchio tempo fa. A dire il vero il marchio Viberti è rimasto e anzi proprio quest’anno ricorre il 100° anniversario della fondazione ad opera di Candido Viberti, ma ora appartiene al gruppo Wielton che produce rimorchi nello stabilimento di Tocco da Causaria in Abruzzo.
Negli anni d’oro il palazzo di viale Matteotti ospitava il centro direzionale, gli uffici tecnici e commerciali di uno stabilimento che arrivò ad ospitare più di mille addetti. A Nichelino la Viberti venne inaugurata nel 1964, dopo il trasferimento della storica sede torinese di corso Peschiera. Rimorchi, semirimorchi e autobus negli anni del boom economico furono i settori trainanti con un importante ruolo sul mercato nazionale ed estero fino all’inizio degli anni Novanta. Usciti di scena i fondatori, la fabbrica di Nichelino entrò a far parte del gruppo Calabrese e dopo una crisi (finanziaria più che produttiva) venne rilevata dalla Acerbi che però non riuscì a far ripartire la produzione, fino alla completa chiusura e dismissione.
Dopo un lungo periodo di totale degrado e devastazione, l’area con tutti gli edifici è stata acquisita tre anni fa dalla Zust Ambrosetti, importante realtà del settore logistico che ha già riportato all’operatività alcuni capannoni intraprendendo un ambizioso piano di riqualificazione del complesso. La demolizione del palazzo di sei piani, non più funzionale e non recuperabile considerato l’avanzato stato di degrado, rappresenta un altro tassello del progetto che prevede l’ampliamento delle attività di Zust Ambrosetti e l’insediamento di altre aziende.
La superficie interessata dal piano di riqualificazione è di oltre 230.000 mq. L’intervento comprende il cambio d’uso di parte degli edifici esistenti per circa 41.500 mq e ristrutturazioni su una superficie 22.000 mq. Dopo le operazioni di demolizione di immobili preesistenti è prevista la costruzione di nuovi fabbricati su 40.000 mq. Le opere di urbanizzazione consentiranno anche la realizzazione di una rotonda tra via Matteotti e via Spinelli, oltre ad un tratto di pista ciclabile.
Con il palazzo della Viberti se ne va così un simbolo di quella che fu la città operaia della seconda metà del secolo scorso. Intanto proprio in questi giorni l’Europarlamento ha deciso che dal 2035 sarà bloccata la produzione di nuovi veicoli alimentati a benzina o a gasolio, una scelta che apre nuovi scenari e che anche a Torino e dintorni sta già facendo parecchio discutere.