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Spazio Utim - E' necessaria una radicale riforma delle RSA

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La pandemia ha evidenziato che i ricoverati nelle Rsa, Residenze sanitarie assistenziali non sono “ospiti di un albergo”, ma persone malate, con pluripatologie croniche e per questo anche non autosufficienti.

La causa dei decessi è stata non solo per Covid19, ma per carenza di cure sanitarie, di infermieri e in generale di personale adeguato, in professionalità e quantità, alle esigenze indifferibili di questi malati.

Urge pertanto una radicale riforma delle Rsa. Di seguito cinque proposte in merito.

1 - Statuto giuridico.

Deve essere riconosciuto che le Rsa sono a pieno titolo parte del Servizio sanitario, anche laddove siano gestite da operatori privati in quanto regolate da convenzioni col Servizio sanitario. Per sottolineare questo aspetto, più sanitario e meno assistenziale, sarebbe opportuno che la denominazione cambi da «Residenze sanitarie assistenziali a «Strutture sanitarie residenziali».

2 - Ingresso/diritto degli utenti.

Deve essere esplicitato che le Unità valutative delle Asl (UVG) non possono negare in base a valutazioni socio-economiche, l'erogazione della quota sanitaria dell'utente malato non autosufficiente. Vista anche la necessità di un aumento degli standard delle Rsa (vedi successivo punto 3), è necessario prevedere una diversa ripartizione dei costi tra Servizio sanitario e utente, passando da un modello 50% e 50% al modello (già oggi in essere per le strutture per la disabilità) 70% Servizio sanitario e 30% utente con eventuale integrazione socio-economica comunale in base all’Isee, valutata a valle dell'inserimento e dell'erogazione della quota sanitaria.

3 - Standard e dotazione di personale.

Gli standard delle prestazioni sanitarie delle strutture Rsa devono essere adeguati alle esigenze dei malati ricoverati. É indispensabile la revisione degli standard del personale con la previsione in tutte le Rsa di un Direttore sanitario, di medici, infermieri e personale socio-sanitario (Oss), che operi secondo i principi del lavoro di gruppo, assicurando una presenza medica nelle 24 ore. Come avviene in tutte le strutture sanitarie è da prevedere una visita medica quotidiana. Altre prestazioni indispensabili nelle Rsa sono quelle riabilitative, la terapia del dolore e le cure palliative.

4 - Dimensionamento e gestione.

É necessario che venga definito un dimensionamento massimo delle Rsa, non costituibile (com'è oggi) da moduli/nuclei affiancati di 20 posti letto che danno origine a istituti con più 100 ricoverati (comprese persone con gravi disabilità o pazienti psichiatrici). É altresì indispensabile che le Asl mantengano la gestione diretta, eventualmente anche all'interno di strutture sanitarie per il trattamento dell'acuzie o di altri percorsi intensivi/estensivi, di un numero rilevante di Rsa, per avere dati di prima mano relativi a consistenza del personale necessaria, costi di gestione, inserimento delle strutture nel percorso di continuità delle cure...

5 - Ruolo parenti.

È urgente una disciplina del ruolo di vigilanza dei famigliari/visitatori dei malati non autosufficienti, che costituiscono la prima interfaccia tra i malati/persone con disabilità (delle quali conoscono esigenze e bisogni, nonché consolidate pratiche terapeutiche e di controllo clinico) e il primo presidio contro i maltrattamenti delle persone non autosufficienti ricoverate.

UTIM Nichelino