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Nuovo ospedale, una storia infinita

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Volendo stilare una classifica delle opere pubbliche di cui da più tempo si parla a Nichelino, due si contendono il gradino più alto del podio. Una è l’interramento della ferrovia, l’altra è il nuovo ospedale.

Comunque sia qualche settimana fa è stata scritta un’altra pagina della lunga storia dell’ospedale unico dell’ASL To 5 che anche nel 2020, per dirla alla maniera dell’inviato di Striscia, è rimasto fermo sulle quattro frecce. La novità è che una perizia del Politecnico ha reputato idoneo il sito individuato in precedenza per la costruzione del nuovo nosocomio. E’ un’area agricola in località Cenasco, al confine tra Trofarello e Moncalieri, non distante dalla zona industriale Sanda/Vadò. L’individuazione del sito aveva dato luogo ad un’infinita querelle tra Comuni. La Regione infine aveva deciso. Ma la stessa Regione, cambiata maggioranza, era poi tornata sui propri passi accogliendo le riserve di alcuni Comuni (in particolare Chieri e Villastellone) per il fatto che la zona di Cenasco sarebbe a rischio di esondazione.

Per dipanare la matassa l’ASL To 5 aveva  richiesto una perizia ad esperti del Politecnico  che, dopo qualche mese di ulteriori studi, si sono pronunciati.

A dirla tutta il pronunciamento del Politecnico è - come dire – abbastanza bifronte.  Insomma, in quel posto una struttura ospedaliera si può fare, perché “la specifica area in esame presenta caratteristiche di limitata esposizione al rischio…”. Però fate molta attenzione, in quanto “non deve essere sottovalutato il contesto complessivo in cui si colloca l’area in esame, caratterizzato dalla presenza di ampie aree con significativa suscettibilità a rischio di esondazione da corsi d’acqua, con potenziale rischio di interruzione di alcune vie di accesso. È  infine da considerare il rischio derivante da locali allagamenti dovuti alla non completa capacità dei suoli di assorbire l’acqua in occasione di eventi pluviometrici estremi”. In conclusione gli esperti consigliano “interventi cautelativi per garantire la sicurezza geologica, idraulica, geotecnica e sismica".

Ce n’è abbastanza per riaprire la discussione tra campanili e, tanto per restare in tema, cercare di tirare acqua ai rispettivi mulini.      

I Comuni di Moncalieri e Trofarello si ritengono soddisfatti delle conclusioni del Politecnico e sono per l’immediata conferma del sito Cenasco, non appena saranno adottate le opportune misure di prevenzione.

Ma proprio  qui sta il busillis. Se bisogna effettuare appositi interventi per rendere più sicura l’area, di quanto lieviteranno i costi per la costruzione del nuovo ospedale? L’ASL mette le mani avanti: “potrebbe essere opportuno rivedere alcune parti del progetto ed effettuare un’attenta valutazione sui costi aggiuntivi”.

Dunque, secondo i Comuni più critici (Villastellone in testa), le risultanze della perizia andrebbero nella direzione opposta a quella auspicata da Moncalieri e Trofarello e, come volevasi dimostrare, tanto valeva orientarsi fin da subito verso una località più sicura evitando ulteriori perdite di tempo.     C’è da dire che ricorrenti eventi alluvionali hanno interessato di recente vaste porzioni del territorio dell’ASL TO 5. C’è il Po, ci sono il Sangone, il Chisola e una quantità di rii che scaricano improvvisi e rovinosi volumi d’acqua dalla fascia collinare sulla sottostante pianura

A meno che l’ospedale non lo si voglia fare più in alto, in collina, come il Santa Croce di Moncalieri…e  così, come  a monopoli: tornate al punto di partenza, senza passare dal via!

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