15
Sab, Ago
20 New Articles

Mercato libero o selvaggio?

Civis
F
Typography

Si chiama “marketing selvaggio”; è un insieme di tattiche commerciali, talvolta al limite del raggiro, per convincere l’utente a cambiare operatore nella fornitura di luce e gas.

Si va dalle “telefonate moleste” alla vendita porta a porta .

Lo spunto è fornito dalla fine dei contratti di “maggior tutela” che però – buono a sapersi - è stata prorogata a luglio 2020. Dunque al momento non c’è ancora alcun obbligo di passare ad un operatore del “mercato libero”.

Spesso la conversazione inizia con la domanda di rito: “possiamo vedere i dati dell’ultima bolletta? Così siamo in grado di dirle quanto verrà a risparmiare?”. Oppure: “lo sa che lei sta pagando più di quanto dovrebbe? Se vuole possiamo sistemare subito la faccenda.”.

Ma queste domande possono nascondere qualche insidia, perché non di rado mirano ad acquisire i codici, riportati in bolletta, che consentono di avviare la pratica di trasferimento o di modifica delle condizioni di fornitura. E così è successo che qualche utente si sia trovato a cambiare operatore praticamente a sua insaputa o ad imbarcarsi in una lunga conversazione per la stipula di un “contratto telefonico” ben più complicata di quanto inizialmente annunciato.

Il fatto è che nella giungla del “mercato libero” fare un raffronto sui costi effettivamente applicati dalle varie compagnie è tutt’altro che semplice. Magari si scopre che a fronte di un vantaggio immediato si verrà a pagare di più nel medio periodo e via di questo passo. Chi ha tempo può provare a consultare il portale attivato dall’ARERA - Autorità di regolazione per l’Energia, Reti e Ambiente per confrontare le varie offerte dei diversi operatori presenti sul mercato. Se non riuscirà a trovare l’offerta più vantaggiosa, di certo scoprirà che il settore è diventato un bel ginepraio.

Se a casa o per telefono si è sottoscritto un contratto e sorge qualche dubbio, è opportuno sapere che entro 14 giorni dalla firma si può esercitare il “diritto di ripensamento” e recedere dallo stesso senza penali e senza obbligo di motivazione inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno all’azienda.

Tempi duri per il consumatore.