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Dom, Ago
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Gli allievi dell'EN.GI.M. danno una mano alla Caritas

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Dlin dlon. “Chi è?”. “Siamo i ragazzi della Caritas, può scendere un attimo per favore?”.

Più o meno così, da metà febbraio, iniziano le conversazioni al citofono tra i nostri ragazzi dell’Engim e gli utenti serviti dalla Caritas che ricevono sussidi alimentari. I ragazzi appartengono alle tre classi del corso di “operatore logistico” dell’Engim di Nichelino e in questo periodo stanno vivendo un’esperienza formativa sul campo del tutto inedita e particolare. Una volta alla settimana, ogni classe, compie un’uscita organizzata in base alla zona da servire per consegnare prodotti alimentari di vario tipo a soggetti e famiglie che vivono difficoltà economiche.

Questi allievi già precedentemente gestivano il magazzino della Caritas stoccando la merce e tenendolo in ordine, rappresentava la parte pratica del laboratorio di logistica, il cuore del loro percorso formativo. Ora, in più, preparano e confezionano le scatole andandole a riempire con i prodotti alimentari richiesti, escono sul territorio comunale e si occupano personalmente di consegnare i pacchi a casa degli utenti finali interagendo con loro. Insomma seguono e si occupano direttamente di tutte le fasi del processo di distribuzione dei sussidi alimentari per conto della Caritas durante quelle che per loro sono ore di laboratorio scolastico. A supervisionare, dirigere e indirizzarli nel lavoro ci sono Stefano Cutri, docente del laboratorio e referente del progetto, e i suoi collaboratori Paolo Pepe e Diego Macor. Cutri coordina e orchestra le operazioni insieme alle responsabili della Caritas Lina Delton e Candida Zambello.

Fino allo scorso anno i nuclei familiari venivano a ritirare i sussidi alimentari direttamente presso il magazzino situato nel cortile dell’Engim. L’epidemia da Covid-19, arrivata a marzo 2020, ha stravolto completamente questo sistema e costretto la Caritas ad adattarsi richiedendo il supporto e il coinvolgimento della Protezione Civile per la distribuzione dei pacchi alimentari. Poi lo scorso autunno l’idea audace e sensibile da parte del professor Cutri di coinvolgere direttamente gli allievi della scuola in questo lavoro e l’attuazione vera e propria del progetto a partire dall’inizio del 2021.

“L’ottica della scuola è quella di formare buone persone, prima e oltre che buoni lavoratori - spiega Cutri - L’idea di fondo è quella di imparare competenze utili e spendibili nel mondo del lavoro facendo del bene per la nostra comunità. Tramite questo lavoro i ragazzi e le ragazze imparano ad essere più responsabili perché hanno la possibilità di osservare tutto il processo vivendolo in prima persona. Mettono un pacco di pasta dentro una scatola in magazzino e incontrano il volto delle persone grata di ricevere il loro aiuto. Spesso supportano gli utenti nel trasporto della merce fino all’ingresso delle loro abitazioni quando gli viene richiesto. Questo scambio è molto potente. Il risultato finale è positivo, condiviso e di valore per tutti. Questo progetto inoltre contribuisce ad abbattere il tabù dell’indigenza affrontandola con un approccio concreto, schietto e di supporto reale a nuclei familiari in difficoltà economica. I ragazzi e le ragazze dell’Engim sono consapevoli di poter incontrare persone che conoscono e affrontano questo compito con grande professionalità e spontaneità”.

Alcuni riscontri sono già tangibili: numerose famiglie hanno telefonato per ringraziare e fare i complimenti alla scuola per il servizio offerto; mentre i ragazzi hanno espresso e condiviso anche con altri docenti la soddisfazione di sentirsi utili e l’entusiasmo generato dal fare del bene per gli altri.

P.P.