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Sab, Lug
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L'estate ricomincia dal Factory

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Tra i tanti “grazie” che dobbiamo al Coronavirus, uno, sicuramente più leggero ed effimero, ci sta tutto per aver reso più triste non solo la primavera

ma anche l’estate di questo bisesto e funesto 2020: in generale, certo ma anche dal punto di vista culturale, sociale ed aggregativo.

Se negli anni ‘80 spopolavano i “punti verdi” con concerti e happening vari, si è poi arrivati ai giorni nostri tra mega-raduni musicali, notti bianche e giornate\serate a tema. Tutto cancellato: a partire dal clou dell’estate nichelinese, il Sonic Park nella splendida cornice della Palazzina di Caccia, che, dopo una spumeggiante seconda edizione, prometteva nuovamente di portare a casa nostra grandi artisti del pop-rock mondiale. E non solo. Non è più possibile purtroppo, pandemia imperat: “Qualcosa però faremo lo stesso  nel rispetto delle linee guida imposte in tema di salute pubblica – dice l’assessore alla cultura Michele Pansini - Che cosa? Ad esempio abbiamo pensato di affidarci ad ambienti che hanno buoni spazi ma non enormi, definiti e controllabili. Come il Factory”.

Il Centro culturale giovanile “Marco Fiorindo” di via del Castello 15, ossia il Factory, si appresta ad ospitare una serie di eventi, il venerdì sera ed il sabato sera. Il programma di “A Cena con …”, con la regia dell’Agenzia Reverse, vuole così essere il tentativo di riappropriarsi della socialità e potrebbe diventare, perché no, un nuovo trampolino di lancio per il Factory stesso, che non è mai veramente decollato come centro d’incontro e culturale. “Il venerdì sera cena, a prezzi popolari, e rassegna cinematografica a cura della Film Commission. Al sabato spazio alle serate musicali con band locali che allieteranno la cena. Il tutto con prenotazione, nel rispetto delle regole del distanziamento sociale e dei protocolli di sicurezza previsti per i locali aperti al pubblico. Pensiamo di poter ospitare 100 - 120 persone a serata. In più, in quelle serate, stiamo cercando di organizzare visite guidate al Castello Occelli e al suo splendido parco in collaborazione con i volontari delle Officine della Memoria”.

Anche gli ampi e delimitati spazi che offre l’intero borgo storico di Stupinigi, con i suoi poderi e cortili, sembrano adatti a questa faticosa ripartenza: “L’idea è quella di utilizzare le risorse di questo nostro territorio storico, farina e mozzarelle di Stupinigi, per ritrovarsi insieme a gustare la pizza di Stupinigi con il contributo di tutte le associazioni che da anni lavorano per il rilancio del borgo. Sicuramente è un grande impegno, ma dobbiamo superare questo enorme trauma e, anche se dobbiamo farlo con senso di responsabilità, non ci deve mancare il coraggio di fare scelte che consentano di ridarci un po’ di vita culturale e sociale”.

Gpf