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Mar, Giu
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Macario, a Nichelino lo ricordiamo!

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Il viandante.…(il cittadino) che si avventura nei pressi del Teatro Superga, ha occasione di notare l’indicazione toponomastica di “PIAZZETTA MACARIO” ed un cippo in pietra grezza nei pressi dell’accesso esterno.
Ora ve la racconto io la “STORIA”….Pertanto facciamo un balzo ai tempi più recenti….Mi è ricapitato per le mani un articolo di un quotidiano (datato 14/9/2019), a titolo “ILLUSTRI DIMENTICATI” : in riferimento “alle assenze eccellenti” della nostra toponomastica, veniva citato ERMINIO MACARIO (1902 – 1980). Allora, colto da un certo orgoglio di parte, e per essere stato a suo tempo protagonista degli eventi, ho voluto “rivisitare” e puntualizzare la “nostra “storia”. Correva l’anno 2002, centenario della nascita dell’artista: la Giunta Comunale decise di dedicare la Piazzetta antistante al Teatro proprio a Macario, ponendo appunto una stele in pietra in prossimità dell’entrata. Su questa, al cittadino attento, appare una “copia” in bronzo, ingrandita, della medaglia celebrativa ufficiale. E l’originale dov’è ? Già…l’originale in argento (PREMIO MACARIO SPECIALE) mi fu consegnato proprio una sera del dicembre 2002 presso il famoso Teatro Brancaccio di Roma ed è tuttora gelosamente in mio possesso (allora ero Sindaco) Seguì poi l’inaugurazione ufficiale della Piazza, l’11 maggio del 2003, alla presenza della moglie e del figlio Alberto (che ha curato il design) (scultrice Loredana Pancotto) Per Nichelino e per la mia Amministrazione fu un’occasione di grande rilevanza e partecipazione! Da noi venne poi stampata un’edizione ridotta di cartoline commemorative con annullo filatelico; e di tanto in tanto mi fa piacere rivedere la raccolta di immagini fotografiche dell’evento, che tuttora conservo. Debbo però rilevare, con un certo rammarico, che poche persone , nell’accedere al Teatro, gettano almeno uno sguardo alla stele celebrativa.
Così ho ritenuto opportuno raccontarvi, sul web e poi forse sul cartaceo, un frammento poco noto della storia di Nichelino, nella speranza di poterlo esporre di persona (a Dio piacendo…) in migliore occasione! I risvegli della memoria sono sempre utili per tutti noi, al fine anche di corroborare il senso di appartenenza socio/culturale della Città. Forse anche il grande ERMINIO potrebbe dirmi (dirci)…”a va propi bin, grasie che l’eve ricurdame!”


Pier Bartolo Piovano