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Al Museo Diocesano di Torino una mostra ricca di significato

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“In fuga da Nazareth. Profughi di ieri e di oggi” è il titolo della mostra pittorica allestita al Museo Diocesano, che ha sede nella chiesa inferiore del Duomo di Torino in piazza San Giovanni 4. Rimarrà visitabile fino al 13 Gennaio 2020.

La mostra nasce dal sogno di due fratelli di Nichelino: un artista e un frate cappuccino, Massimiliano Ungarelli (nella foto) e Fra Marco Costa.

L’idea nasce un anno fa, durante il periodo di Avvento, dopo mesi di dibattiti sul dramma umanitario. Massimiliano aveva l’esigenza di intervenire a favore di quella povera umanità scartata da tutti i porti, che moriva in mare con l’indifferenza di molti. Parlò del suo progetto artistico con il fratello Marco, “dare i volti alla famiglia di Nazareth utilizzando foto vere, veri profughi, perseguitati e poveri del nostro tempo, veri padri e madri che si accompagnano sempre con i propri figli, l’unica reale ricchezza che possiedono”. Marco appoggiò e sostenne da subito il progetto non solo idealmente. Infatti fu sua la proposta di farne una mostra coinvolgendo l’Associazione Culturale Midrash dei frati francescani cappuccini. Decisero inoltre che il progetto doveva essere soprattutto un aiuto concreto e stabilirono che metà dei ricavati della vendita dei quadri e delle ristampe in scala degli stessi contribuissero alla raccolta di fondi da destinarsi alle famiglie di profughi.

“In fuga da Nazareth” non è un appello alla bellezza come dato fine a se stesso, né tantomeno la seduzione di una via di fuga o di evasione, semmai l’esatto contrario: un’immersione totale in quella parte dannata e vera di umanità che non vogliamo vedere perché ci disturba per le sue ferite. E’ un’umanità troppo nuda e fragile, senza pudore, né maschere che la proteggano e che mostra un dolore insopportabile, pungolo alla coscienza, che ha bisogno di schierarsi e prendere posizione per rimanere pienamente umana e libera.

L’intero lavoro di Massimiliano sviluppa gli aspetti dello scarto e della povertà. Per queste ragioni, tecnicamente, sono stati scelti come materiale di supporto dei pannelli assemblati utilizzando lo scarto di falegnameria che deriva dalla lavorazione industriale del legno e una tecnica pittorica povera che utilizza semplici matite, carboncini, pastelli, terre naturali, tempera bianca. “Perché da scarto e povertà può nascere – ugualmente – bellezza. Perché Dio non fa scarti. Bellezza imperfetta, come la superficie ferita dei pannelli utilizzati, unici e irripetibili per le loro cicatrici, perfetta incarnazione metaforica di cos’è realmente la vita, di cos’è l’uomo e l’intera umanità”, spiega Massimiliano Ungarelli. La mostra si sviluppa con un’innovativa formula di visita con la possibilità di ampliare la fruizione dell’opera attraverso la scansione del Qr code apposto accanto ad ogni quadro. In questo modo è possibile la visione dei video montati da Fra Marco con l’ascolto delle musiche di Vittorio Vaglienti e delle poesie di Fra Marco, Elettra Ferrigno e Luca Pizzolitto, che sono state create su ispirazione dei soggetti raffigurati.

ORARI

Il Museo Diocesano in piazza San Giovanni 4 a Torino (ingresso sul lato destro del Duomo) è aperto nei giorni di venerdì, sabato, domenica e lunedì dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso alle ore 17,15).

Per attività didattiche e percorsi tematici apertura su prenotazione. Info: 011.4400111  -  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.