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La sperimentazione in corso alla Scuola Pellico

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La scuola secondaria di primo grado “Silvio Pellico” dell’Istituto Comprensivo Nichelino 2 ha deciso di sperimentare in questo anno scolastico il progetto didattico per Ambienti di Apprendimento.

Si tratta di un metodo basato sulla riorganizzazione degli spazi scolastici che sta portando anche in Italia una visione di scuola alternativa. L’aula non è più concepita come spazio sempre uguale durante l’anno e per tutte le materie, in cui l’alunno entra la mattina ed esce dopo le ore di lezione, ma si trasforma in un ambiente ospitale in cui il movimento è libero.

Il progetto presso l’IC Nichelino 2 è stato denominato “P.E.L.L.I.C.O.” (Percorso Educativo Laboratoriale Liberamente Ispirato (alla) Creatività (e agli) Obiettivi). Aule colorate e personalizzate si trasformano in attivi e stimolanti laboratori con studenti sempre in movimento fra una classe e l’altra.

È uno scenario da campus che unisce la concezione dello spazio scolastico all’americana, al metodo di insegnamento e ai contenuti di stampo tradizionalmente italiano, con una nuova apertura verso l’uso delle tecnologie.

Per realizzare il progetto è stato necessario lavorare sodo sin dai primi giorni di settembre e ripensare integralmente lo spazio educativo, a partire dalla sua fisicità, collocando sui diversi piani dell’edificio scolastico le aule tematiche o i dipartimenti disciplinari e partendo dai laboratori già esistenti. Le aule sono state attrezzate a contenere gli strumenti che caratterizzano le singole materie per rendere l’insegnamento più funzionale. Le aule della scuola Pellico erano già dotate di LIM, strumento importantissimo per l’impostazione della didattica innovativa.

La realizzazione del progetto si sta concretizzando anche attraverso il contributo degli alunni. Gli spazi, oltre ad essere efficienti, devono essere anche gradevoli e accoglienti, per rendere l’attività didattica un’esperienza da vivere piacevolmente.

Progettare e realizzare responsabilizza gli alunni nei confronti di un ambiente vissuto come “proprio”, favorisce l’apprendimento laboratoriale e cooperativo e un studio attivo, dove gli allievi possano divenire gli attori principali ed essere motivati nella costruzione dei loro saperi.

Il progetto nasce anche dall’esigenza di innalzare i livelli di apprendimento, con l’obiettivo di superare modelli formativi di tipo trasmissivo, sostanzialmente passivi, inadeguati di fronte alle sfide attuali.

Il nuovo modello didattico per Ambienti di Apprendimento rispecchia il concetto di “competenze chiave” indicato dalla Commissione Europea. Promuove una visione attiva del processo di apprendimento ed esalta il modello di aula intesa come laboratorio polivalente, in cui gli studenti possono esprimere al meglio le proprie capacità.

I primi effetti della sperimentazione, nelle trenta scuole italiane che hanno aderito, sembrano rilevare una maggiore attenzione e cura da parte dei docenti nella gestione e nella personalizzazione dell’aula e una maggiore responsabilizzazione da parte dei ragazzi.

Questo nuovo approccio alla scuola viene percepito come uno stimolo, in linea con alcuni studi neuro-scientifici in cui si dimostra che per mantenere attiva la mente è necessario stimolare il corpo al movimento.

Scegliere di cambiare è stato un atto coraggioso e per niente semplice, che ha richiesto molte ore di preparazione, di sperimentazione e soprattutto la collaborazione da parte di tutti i soggetti della scuola: non solo docenti e alunni, ma anche genitori e personale ATA.