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Mar, Giu
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Nichelino adesso può definirsi una “città cardioprotetta”. E’ stata completata l’installazione di 13 nuovi defibrillatori semiautomatici in altrettanti punti del territorio.
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La Malvida è un’azienda nichelinese, una start up nata dall’impegno di quattro soci: Marco Lei, Daniela Demasi, Alessandro e Vito Viesti. Ha progettato, prodotto e sta ora lanciando la commercializzazione di una linea decisamente originale, all’insegna della lotta contro lo spreco.
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Partirà prima il nuovo ospedale unico dell’ASL To 5 o la Città della Salute nell’area dell’ex Fiat Avio tra grattacielo Fuksas e Oval?

Il pendolo oscilla a favore del secondo. “Si tratta dell’intervento infrastrutturale più importante per la città di Torino da oggi ai prossimi dieci anni - ha dichiarato nelle settimane scorse il Presidente della Regione -  Abbiamo indicato un crono-programma preciso e ci impegniamo al rispetto di quanto indicato: su questo progetto mettiamo in gioco tutta la nostra credibilità politica e amministrativa”.

Anche se ufficialmente un’opera non esclude l’altra, pare improbabile che la sanità piemontese riesca a reperire risorse sufficienti per costruire in contemporanea due strutture ospedaliere nell’area di Torino sud. Tenuto conto dell’ingente impegno finanziario che si profila per la Città della Salute: più di 600 milioni di euro, di cui 250 milioni finanziabili dal Ministero della Salute, il resto dalla Regione e da privati. L’intervento interesserà un’area di oltre 300 mila metri quadrati (per due terzi già di proprietà della Regione Piemonte e per un terzo delle Ferrovie dello Stato). Il nuovo polo ospedaliero dovrà ospitare buona parte dei servizi di eccellenza attualmente forniti da Molinette, Sant’Anna, Regina Margherita e CTO, anche se non sono ancora chiari il destino e il ruolo delle quattro strutture.  Inoltre la Città della Salute diventerà la sede della Facoltà di Medicina e di Chirurgia dell’Università degli Studi di Torino, ossia il fulcro della formazione e della ricerca sanitaria in Piemonte.

“Nell’autunno 2016 – ha aggiunto  l’assessore regionale Saitta - partiremo con la procedura di gara, e nel 2017 arriveremo alla sottoscrizione del contratto”.  Una dichiarazione che suona come un annuncio di priorità.

Cinquemila studenti, 1.040 posti letto, centinaia e centinaia di medici e altro personale sanitario distribuito tra servizi di base e di altissima specializzazione. Numeri di fronte ai quali il progetto di nuovo ospedale unico dell’ASL TO 5 sembra destinato a impallidire. Si farà - continuano a dire -  i sindaci dei Comuni interessati hanno trovato l’accordo, è nei piani della Regione, è in corso l’ennesima ricerca di un’area adatta per la sua edificazione, baricentrica rispetto alle attuali strutture ospedaliere di Moncalieri, Chieri e Carmagnola, che dovranno sparire.

Comunque vada a finire Nichelino verrà a trovarsi più vicina al nuovo maxi ospedale di Torino, cioè a cinque minuti d’auto passato il Sangone.

D.A.

Una settimana intensa per l'IC Nichelino 1, cominciata alla scuola Manzoni con una compagnia di attori inglesi "Action Theatre" che ha proposto un divertente e interessante spettacolo in lingua dal titolo "In the web"... ovvero cosa non fare sul web e sui social network per non avere problemi!
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Si è aperto uno spiraglio per la crisi finanziaria della Fondazione Ordine Mauriziano che rischia di portare nuovamente alla chiusura della Palazzina di Stupinigi. Un contenzioso si trascina dal 2008 per il pagamento degli arretrati per l’affitto degli ospedali di Lanzo e Valenza da parte la Regione Piemonte. Le casse del Mauriziano così segnano profondo rosso e i 22 dipendenti rimasti rischiano il licenziamento, nonostante i positivi risultati del polo museale di Stupinigi nell’ultimo periodo.

In un incontro con i vertici regionali è stato raggiunto un accordo per la definizione dei canoni pregressi per l’utilizzo delle due strutture di proprietà della Fondazione. In tutto si tratta di circa 5 milioni di euro, somma dalla quale dovranno essere dedotte le spese sostenute dal servizio sanitario per la manutenzione straordinaria dei due immobili.

Con la messa in liquidazione dell’Ordine una legge del 2005 aveva fatto transitare sotto la Regione Piemonte i servizi sanitari prima gestiti dal Mauriziano (tra cui l’omonimo ospedale torinese e il Centro Antitumori di Candiolo), mentre gli immobili di valore storico-artistico (come la Palazzina di Caccia di Stupinigi e le abbazie di Staffarda e Sant’Antonino Ranverso) erano passati in proprietà alla nuova Fondazione. L’accordo con la Regione rappresenta una boccata d’ossigeno, anche se resta incerto il destino della Fondazione al termine del periodo di commissariamento.

Soppresso come ordine cavalleresco legato alla monarchia e mantenuto in vita come ente ospedaliero dalla Costituzione, il Mauriziano non ha mai cessato di essere oggetto di intricate dispute giuridiche. Intanto in parallelo continua ad esistere l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro che fa capo ai Savoia, non riconosciuto in Italia, e che - si dice - conta quattromila aderenti. 

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