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Sab, Lug
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Al lavoro per riaprire la piscina

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L’impianto di via Vittime di Chernobil è rimasto chiuso per più di tre mesi, le vasche sono state svuotate e tutti i dipendenti sono in cassa integrazione.

Si sta cercando di capire come ripartire trovando una quadra, un equilibrio, perché le limitazioni imposte dai protocolli sono molteplici e complicate. Insomma si cerca di stare in piedi ed evitare il tracollo: “La piscina ha delle linee guida molto stringenti e certamente quest’anno non sarà possibile fare la classica apertura estiva  – conclude Pansini - E’ impossibile. Quelle che stiamo valutando con il Centro Nuoto sono una serie di iniziative che ci permettano di mantenere il “motore acceso, garantire la presenza in vasca e nell’area circostante. Abbiamo  diverse idee al vaglio: ad esempio fare da supporto ai centri estivi, organizzare qualche ora di nuoto libero, sabato e domenica dedicato alle famiglie”. Gli fa eco Piergiorgio Galea, presidente del Centro Nuoto Nichelino: “Stiamo lavorando a quattro mani con il Comune per dare un servizio alla cittadinanza. Ma, ammesso che si possa ripartire, dovremo accontentarci e soprattutto dovrà essere mantenuto il rigore nell’osservare le norme: per questo ci affideremo alla sensibilità e alla responsabilità dell’utenza. Anche per evitare di trasformarci in vigili o sorveglianti”.
Le norme del protocollo prevedono, nel caso della piscina comunale, l’ingresso in acqua al massimo di 40 persone contemporaneamente, con distanza minima di un metro. Nell’area esterna potrebbero essere allestite aree con piazzole attrezzate per famiglie\congiunti, ma certamente gli ingressi saranno numericamente limitati. In ogni caso, quando si potrà ripartire verranno date le opportune comunicazioni: “Siamo subissati da mail e messaggi di cittadini che chiedono notizie sulla piscina: posso dire fin d’ora che saranno date indicazioni corrette su date, orari e norme di comportamento sulle pagine web e facebook del Centro Nuoto”.

Per la piscina e per tutto lo sport cittadino la vera sfida partirà comunque a settembre e tanto, forse tutto, dipenderà dallo stato dell’epidemia e dalla sua evoluzione durante l’estate. Con un azzeramento dei contagi anche i protocolli saranno rivisti in modo meno stringente e le attività potranno riprendere con vincoli meno rigidi. Altrimenti per tutto lo sport locale e dilettantistico saranno tempi bui.