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Che succede in Comune?

Accade
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A questo punto, salvo altre scosse, il nuovo assetto della maggioranza in Consiglio Comunale, che sostiene l’Amministrazione guidata dal sindaco Tolardo, dovrebbe arrivare fino alla fine del mandato e cioè alla primavera del 2021.

I numeri ci sono, anche se il rimescolamento all’interno dei gruppi consiliari non è stato indolore e le acque restano mosse.

In buona sostanza una pezzo di opposizione è passato in maggioranza e viceversa.

Per ricostruire le recenti vicende della politica locale bisogna però andare indietro di almeno un paio di puntate. Alle elezioni comunali del 2016 il centro sinistra si presentò diviso, a seguito di una profonda spaccatura all’interno del PD. Al ballottaggio la coalizione di Giampiero Tolardo (due liste civiche con alcuni fuoriusciti dal PD, Partito Comunista e lista D’Aveni) vinse su quella di Franco Fattori, formata da PD ufficiale (detentore del simbolo), liste civiche, Moderati, più l’appoggio di Rifondazione Comunista al secondo turno. La frattura si era aperta alla fine, anticipata, della precedente legislatura, quando il PD aveva contribuito a  “sfiduciare” il sindaco Angelino Riggio con il conseguente commissariamento del Comune.

Dunque dopo le elezioni del 2016 il PD a Nichelino si ritrovò ufficialmente all’opposizione con soli quattro consiglieri. Fin dall’inizio Tolardo dichiarò che avrebbe lavorato per la ricomposizione del partito, anche perché nel frattempo alcuni fuoriusciti erano rientrati, con la paradossale situazione di una forza politica che nel governo locale era in parte nella minoranza ed in parte nella maggioranza.

Tutto è filato abbastanza liscio per tre anni. Ma la situazione in questi ultimi mesi è tornata ad ingarbugliarsi. In primavera Diego Sarno, assessore di punta della giunta Tolardo, si è candidato ed è stato eletto in Consiglio Regionale nelle fila del PD. Sostituito nella Giunta comunale con Michele Pansini, poco dopo sei consiglieri comunali di maggioranza (Camandona, Crimaldi, Ferrio, Melis, Olivieri, Rettegno), eletti in liste civiche, hanno formalizzato il passaggio nel gruppo del PD. La capogruppo Bonino ha espresso pieno appoggio alla Giunta Tolardo, sicché il PD si è trovato ad essere il principale azionista della maggioranza. Chiaramente l’operazione non è stata gradita da una parte degli schieramenti iniziali, scaturiti dalle elezioni. Con diverse sfumature e motivazioni alcuni consiglieri, tra cui il presidente del Consiglio Comunale Franco Ripani, hanno preso le distanze e quattro consiglieri di maggioranza (Campione, Conte, Novaco, Polvere) hanno dichiarato il loro passaggio ai banchi di opposizione.

Nemmeno sono mancati i contraccolpi ed un “rimpasto” all’interno della Giunta. L’assessora Gabriella Ramello ha manifestato il proprio dissenso rassegnando le dimissioni; Tolardo ha poi revocato le deleghe all’assessora Sara Sibona, a seguito dei contrasti sulla gestione del servizio di igiene urbana. Al loro posto sono state nominate Paola Rasetto, che arriva dall’associazione Chreo, e Valentina Cera che nelle passate elezioni comunali era candidata a sindaco per Rifondazione Comunista.  

“Manovre di palazzo che stravolgono il responso delle urne” o “naturale tentativo di ricomposizione del centro sinistra a Nichelino”? In sintesi sono queste le due posizioni che si contendono il campo, ormai in vista della tornata elettorale amministrativa del 2021, e tutto lascia prevedere che la discussione continuerà nei prossimi mesi.