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Scuola albanese a Nichelino

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I nichelinesi originari dell’Albania rappresentano (dopo rumeni e marocchini) il terzo gruppo numericamente più consistente di stranieri. E’ un gruppo ben integrato a Nichelino: la maggior parte dei bambini e dei ragazzi qui sono nati e cresciuti; qui studiano e parlano perfettamente l’italiano.

Anzi tra le famiglie immigrate di seconda generazione il rischio è di perdere le proprie radici e tutto un patrimonio culturale che invece non va disperso, a cominciare dalla lingua (tra l’altro l’albanese è una delle lingue europee più antiche).

Proprio per questo motivo anche nella nostra città, sulla scia di positive esperienze già in corso in altre parti d’Italia, un gruppo di famiglie ha avviato l’iniziativa di una “Shkolla Shqipe”, una Scuola Albanese, che ha aperto i battenti lo scorso 19 ottobre. Le lezioni si tengono ogni sabato dalle ore 14 alle 16 in un’aula, messa a disposizione dalla parrocchia Santissima Trinità presso il “Conventino” in via San Matteo 2. La scuola ha già una trentina di iscritti, suddivisi in due fasce di età: il gruppo dei piccoli comprende alunni dai 4 anni ai 6 anni, mentre in quello dei più grandicelli ci sono ragazzi fino a 14 anni. Insieme all’apprendimento della lingua albanese parlata e scritta, la Shkolla Shqipe rappresenta un’occasione per rinsaldare i legami con la terra di origine delle rispettive famiglie.

Anche a nome dei genitori albanesi un grazie va al parroco don Riccardo Robella che ci ha offerto questo spazio – dice Elsa Hoxha, una delle insegnanti - E’ un sogno che si realizza; dopo tanto tempo di attesa si apre a Nichelino la scuola albanese. Oltre alla lingua si insegneranno la cultura, la storia e le tradizioni dell'Albania. La lingua madre non è solo un mezzo di comunicazione, ma anche un segno di identità, un ponte per imparare altre lingue”.

Nichelino da decenni è un crogiolo di parlate diverse, da tutte le regioni d’Italia, dove già non mancavano gli echi del “Paese delle Aquile”, in quanto diverse famiglie immigrate dal sud provenivano da zone della Calabria e della Sicilia dove tuttora si parla albanese.

"Sono sempre più convinto che è importante per ciascuno di noi mantenere viva una radice culturale di appartenenza – ha sottolineato don Riccardo durante la festa di presentazione della Shkolla Shqipe - La lingua esprime la ricchezza di una cultura e di una persona, più lingue si conoscono e meglio è”.