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Biblioteca, 25 anni di attesa

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La Biblioteca civica “Arpino” è il motore di molteplici attività ed iniziative culturali, ma da oltre venticinque anni aspetta il raddoppio ed una sistemazione definitiva.

Sono per fortuna ormai lontani i tempi in cui don Fredo Olivero, il primo bibliotecario di Nichelino, ricordava: «… abbiamo cominciato in un negozio in via Sangone 29, piano terra, un centinaio di metri e l’idea nostra era una biblioteca di quartiere radicata ai problemi della gente, tutta gente emigrata, metà degli adulti analfabeti, perché questa era la scommessa: fare le biblioteche agli analfabeti».

Eravamo all’inizio degli anni ’70. Ancora nel marzo 1986 il filosofo Norberto Bobbio sul n° 1 di Città scriveva «…se devo pensare a un quartiere simbolo di Torino, penso a quell’immenso dormitorio che è Nichelino».  E proprio nel 1986 la piccola biblioteca all’epoca esistente venne chiusa fino a quando - cosa che pochi ricordano - in seguito alla grande mobilitazione popolare promossa dal Comitato per i Servizi nella 167/2 e ad anni di lotte, nel 1993 venne inaugurata l’attuale struttura, sia pur ridimensionata rispetto al prestigioso progetto “La Cittadella della Cultura” dell’Arch. Carlo Pession, che già allora, dopo attenti studi, era stato giudicato correttamente dimensionato alle esigenze della nostra città.

In questi ultimi decenni la programmazione, la promozione delle attività culturali e l’erogazione dei servizi da parte della pubblica amministrazione ha fatto fare a Nichelino passi da gigante.

Da un articolo di Elisabetta Pregno su Biblionews di marzo, l’interessante rivista dell’Arpino, rileviamo numeri importanti:  il patrimonio librario della Biblioteca Civica è di 47.851 documenti, libri, ma anche DVD, audiolibri, podcast;  40.843 sono stati i prestiti registrati nel 2018. Moltissime le iniziative e le proposte che qui per problemi di spazio non riusciamo a citare. E non va dimenticato l’importante  lavoro svolto dalla libreria “Il Cammello”, nata nel 2011 per iniziativa del dott. Angelino Riggio, l’unica in Italia gestita da volontari.

Per contro non dovremmo mai scordare che nonostante tutto, la nostra città resta il fanalino di coda di tutta l’area metropolitana per quanto riguarda i laureati che passano da un triste 0,7% del 1971 al 14,7% del 2011: una crescita molto bassa al confronto con Torino (30,7%) e con la provincia (22,5%). Un gap culturale che non si è ancora riusciti a superare e che impone la massima attenzione e celerità: pochi anni di ritardo possono oggi significare una grave perdita per una generazione.

Da almeno 25 anni si parla dell’ampliamento della Biblioteca, i cui spazi sono ormai da tempo insufficienti e non più funzionali alle molteplici offerte culturali che la stessa è in grado di offrire. Nel novembre 2017, grazie anche ai finanziamenti ricevuti dalla Compagnia di San Paolo e dalla Regione Piemonte, era passato in Giunta il progetto che prevedeva la rifunzionalizzazione della Biblioteca tramite l’acquisto di nuovi arredi e la risistemazione degli spazi con una particolare attenzione alle nuove tecnologie e ai nuovi linguaggi di comunicazione. La fine dei lavori era prevista entro un anno.

Qualche settimana fa, proprio durante l’ultima edizione di  “Incipit Offresi” a Nichelino, l’assessore alla Cultura Diego Sarno, confermando gli impegni presi, ha  ribadito che «l’ampliamento della Biblioteca si farà» riscuotendo un istantaneo grande applauso dal pubblico presente. Subito dopo però il pubblico ha appreso che solo  fra il 2020 e il 2021 verranno effettuati i lavori. Siamo al corrente che il governo ha stoppato molte risorse, non si vogliono creare inutili polemiche o rompere equilibri, ma ci auguriamo che in questo periodo di così rapidi cambiamenti i tempi non si allunghino e il nuovo progetto non diventi obsoleto prima della sua realizzazione.

Franco Alessio