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Mar, Giu
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La prima lezione in videoconferenza al Maxwell

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Le nuove tecnologie stanno cambiando lentamente, ma inesorabilmente e in maniera radicale, le metodologie didattiche nel nostro paese.

Le scuole iniziano a utilizzare sempre più diffusamente strumenti come videoconferenze e video lezioni grazie all’implementazione delle reti di telecomunicazioni, messe a disposizione a condizioni fruibili anche da istituzioni notoriamente in difficoltà economiche come sono le scuole italiane.

A questo riguardo si possono ricordare le iniziative per promuovere esperienze e modelli didattici innovativi di INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa), fatte su mandato del MIUR (Ministero dell’ Istruzione dell’Università e Ricerca) in applicazione dell’ Agenda Digitale Europea.

I primi progetti sono nati per far fronte a problemi legati alla disposizione geografica di molti piccoli Comuni italiani dove era difficoltoso garantire il diritto allo studio dei pochi ragazzi residenti che vivono in situazioni di isolamento geografico. Per fare ciò sono stati istituiti i Centri Scolastici Digitali dove la didattica è appunto garantita per mezzo di video chat, videoconferenze e video lezioni.

A Nichelino l’Istituto J.C. Maxwell, grazie all’utilizzo di queste nuove tecnologie, ha avviato un progetto che ha coinvolto Erica Bianco, ricercatrice dell’Istituto di Biologia Evolutiva dell’Università Pempeu Fabra di Barcellona.

Il progetto permette agli studenti di interfacciarsi in tempo reale con i ricercatori durante le fasi di sperimentazione e di studio, consentendo inoltre l’interazione a distanza nella conduzione di esperimenti, realizzazione di studi e confronto delle esperienze di laboratorio.

Il via è stato dato un paio di settimane fa con la prima videoconferenza alla quale hanno partecipato le classi III, IV e V del liceo scientifico. L’iniziativa ha riscosso un forte apprezzamento da parte di studenti e docenti che hanno aderito all’iniziativa riportando il forte valore formativo dell’esperienza condivisa con i ricercatori spagnoli.

L’evoluzione di questo progetto prevede il coinvolgimento di diversi istituti universitari e non dell’Europa: il tutto finalizzato ad essere un valido supporto alla preparazione dell’esame di maturità.

Rebecca Barca
4A Liceo delle Scienze Applicate