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Mer, Ago
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Uno svincolo da completare

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Adesso che con l’acquisizione dell’AF - Zust Ambrosetti l’area dell’ex Viberti si accinge a diventare un importante polo della logistica, si ripropone una vecchia questione. Quella dello svincolo Debouchè.

A rigor di logica e di distanze per la città dovrebbe essere la via più breve e più comoda per entrare in tangenziale e per uscirne. Ma così non è. E’ uno svincolo nato monco, perché a differenza del classico raccordo alla rete autostradale, non è a “quadrifoglio”.

Da sempre poco funzionale, soprattutto per raggiungere Nichelino in uscita dalla tangenziale, la situazione è addirittura peggiorata con la nuova viabilità realizzata per il centro commerciale Mondojuve. Sfumato in quell’occasione il “raddoppio”, chi vuole arrivare a Nichelino deve percorrere un lungo tratto di via Debouchè fino alla prima rotonda utile, tornare indietro e imboccare il tortuoso percorso su viale Matteotti o proseguire fino all’incrocio con via Nenni.

Qualche automobilista segue incredulo le indicazioni del navigatore, in cerca di conferme nella segnaletica tradizionale e convinto di aver sbagliato strada; altri azzardano pericolosissime manovre di inversione.

Certo non è il massimo e se - come ora tutti si augurano - il nuovo polo della logistica decollerà, aumenterà di conseguenza anche il traffico pesante, per cui prima o poi bisognerà mettere mano a questo svincolo fantasma del Debouchè.