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Aspettando le auto elettriche

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Hanno fatto capolino anche a Nichelino le prime colonnine di ricarica per auto elettriche.

Per adesso sono una decina, installate in punti strategici della città, grazie ad un accordo tra Comune ed Enel Energia. Ogni colonnina pubblica è abbinata ad uno stallo di parcheggio, riservato ai possessori di un veicolo elettrico per le operazioni di ricarica.

Questo 2019 segnerà l’inizio dell’era della mobilità di massa a “batteria ricaricabile”?

E’ presto per dirlo, ma i segnali in questa direzione non mancano. Restano da capire i tempi e gli esiti di questa rivoluzione che è appena all’inizio.

Entro il 2025 la metà delle auto prodotte al mondo sarà elettrificata e i veicoli a gas e a benzina cederanno il passo a quelli ibridi ed elettrici”, disse in ultimo anche Sergio Marchionne superando il precedente scetticismo. E’ un fatto che fino ad oggi i veicoli elettrici sono stati confinati in una nicchia, anche se le principali case automobilistiche da tempo si stanno muovendo in questo settore, mentre FCA ha da poco deciso di lanciarsi all’inseguimento.

Lo scenario potrebbe cambiare rapidamente, anche grazie alla politiche di incentivi che in Europa i governi stanno portando avanti. In Italia Enel si è convinta e sta varando massicci investimenti per realizzare una rete capillare di distributori su strade e autostrade.

Per la ricarica di un auto elettrica il principio è lo stesso dei telefoni. Si collega l’apparecchio alla corrente, tramite un adattatore, e si aspetta. L’operazione può avvenire per strada, attaccandosi ad una colonnina, o a casa allacciandosi ad una presa domestica. I produttori però sconsigliano vivamente il “fai da te”, perché le batterie potrebbero danneggiarsi e provocare anomalie nell’impianto; occorre installare un apposito dispositivo omologato e un contatore aggiuntivo. La situazione ideale pare essere quella di chi utilizza l’auto quotidianamente per spostamenti in città: alla sera si mette la macchina in ricarica e al mattino si riparte, senza più il pensiero dei blocchi alla circolazione.

Le batterie di nuova generazione hanno superato i problemi di “effetto memoria” per cui possono essere ricaricate a piccole dosi, senza attendere che siano completamente scariche. Decisamente più problematico resta l’utilizzo di un mezzo ad alimentazione esclusivamente elettrica per lunghi viaggi extraurbani. La rete di colonnine pubbliche è ancora largamente insufficiente e il rischio di trovarsi appiedati tutt’altro che remoto.

Ma quanto costano e come si pagano queste operazioni di ricarica?

Per i distributori stradali gli attuali sistemi si basano sull’uso di una card e forme di abbonamento (sui 25 euro al mese per un numero illimitato di cariche). Con la tessera si sblocca la colonnina, si collega la presa e si inizia a fare il pieno con la visualizzazione dei KwH erogati. Per l’impianto domestico il costo del contatore aggiuntivo, che può anche essere condominiale, si aggira sui 60 euro al mese. Indicativamente una notte completa in carica può costare sui 5 euro per un’autonomia di circa 150 chilometri.

Ovviamente sistemi e tariffe sono in rapida evoluzione. Le colonnine stradali recenti già consentono tempi di ricarica più veloci. La sfida per le case automobilistiche è aumentare l’autonomia, oltre che produrre modelli di auto elettriche dai costi abbordabili al grande pubblico. Sulla durata delle batterie al litio si sono fatti molti passi avanti anche per superare uno dei punti critici, costituito dal loro smaltimento una volta esauste. La fase di decadimento è stata ridotta e, secondo i produttori, il livello di efficienza si mantiene senza problemi per almeno 200 mila chilometri.

Il prezzo di un’auto elettrica?

Nella fascia “economica” i listini vanno dai 24.000 euro della Smart For Two, ai 26.000 della Renault Zoe, ai 28.000 dei modelli Peugeot e Volkswagen, fino ai 30.700 della Citroen C-Zero. Il costo di altri modelli di fascia intermedia si attesta sui 35/40 mila euro. Fuori portata per i più il segmento di fascia alta Tesla e Bmw.

Il divario con i veicoli a benzina e a gasolio si sta comunque riducendo e, se si aggiungono gli incentivi statali, comincia ad essere interessante, specie per chi fa tanti chilometri.