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Svolta per l'ex Viberti di Nichelino, c'è una proposta di acquisto

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Novità all’orizzonte per il complesso della ex Viberti/Acerbi in viale Matteotti a Nichelino. Secondo voci circolate insistentemente nelle scorse settimane è arrivata una proposta di acquisto da parte di un importante operatore economico nel settore della logistica e dei trasporti

(Züst Ambrosetti), interessato all’acquisizione dell’intera area, anche se i dettagli ed il perfezionamento dell’operazione sono ancora in via di definizione.

La notizia trova conferma in documenti, ufficiali e consultabili sul web, relativi alla procedura di concordato preventivo dell’Acerbi Veicoli Industriali S.p.a, in corso presso il Tribunale di Alessandria. Il piano concordatario prevedeva la cessione del complesso di Nichelino, valutato dai periti in 14 milioni e 300 mila ero, mantenendo l’attuale destinazione industriale. In caso di modifica della destinazione urbanistica da industriale a commerciale il valore sarebbe praticamente raddoppiato. La proposta di acquisto, presentata a dicembre, ammonta a 15 milioni di euro, oltre ai costi di bonifica da ripartire secondo gli accordi tra parte acquirente e parte venditrice.

Una precedente proposta di acquisto parziale del complesso ex Viberti di Nichelino era stata presentata nel 2017 da una società di consulenza finanziaria che adesso ha dichiarato la disponibilità a recedere dal contratto preliminare.

Da diversi anni l’ex stabilimento versa in uno stato di totale abbandono, ma avrebbe tutte le carte in regola per poter voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo della sua storia: un'area di circa 286mila metri quadri e una posizione strategica, molto vicina allo svincolo della tangenziale.

Una storia che inizia da lontano. L'azienda venne fondata a Torino nel 1922 dal cavaliere del lavoro Candido Viberti per produrre rimorchi. Da allora l'azienda conobbe un periodo d'oro fino agli anni Settanta. Merito anche del figlio Angelo Elisio che la fece crescere dal dopoguerra, fino a collaborare con i colossi di allora come Fiat Iveco. La costruzione della sede di Nichelino risale agli anni Sessanta. L'azienda non produceva solo rimorchi, ma anche vagoni di tram, autobus e filobus e persino motocicli con il marchio Vi-Vi.

Arrivò a contare 1200 operai. Alla fine degli anni Ottanta venne poi rilevata dagli imprenditori Enzo e Lorenzo Calabrese, sotto i quali l'azienda seguì un lento ma inesorabile declino. Il 24 gennaio del 1995 il Tribunale di Torino dichiarò il fallimento della Viberti Veicoli Industriali srl. Quando tutto sembrava ormai perduto, successivamente alla gestione del curatore fallimentare, la ditta fu acquisita dal gruppo Acerbi, con prospettive di rilancio rimaste in buona parte disattese. A fine 2010 il brand entrò a far parte del gruppo Cir. Ma i problemi non erano ancora finiti.

Alle vicissitudini dell'azienda si sommarono gli effetti della crisi economica: calo di commesse, mancanza di liquidità, un mercato sempre più competitivo.

Nell'autunno 2012 per gli ultimi 100 operai rimasti scattò la cassa integrazione. Doveva essere una misura necessaria per smaltire gli esuberi e preparare eventualmente un ampliamento dell'azienda. Invece è stato l'inizio di un dramma che si è concluso con il totale smantellamento dello stabilimento di viale Matteotti.

Nel 2014 è stato depositato al Tribunale di Verona il ricorso per l’ammissione alla procedura fallimentare da parte della CIR srl, leader nazionale nella produzione di rimorchi e semi-rimorchi con vari marchi tra cui Acerbi e Viberti. Nello stesso anno è sfumato il progetto di insediamento di Auchan che, dopo un primo avvicinamento, ha poi rinunciato ad acquistare il terreno per la preannunciata shopville. L’Amministrazione Comunale si è opposta alla modifica della destinazione urbanistica da produttiva a commerciale, richiesta da Acerbi, considerato che a poche centinaia di metri stava già sorgendo Mondojuve ed era in corso il raddoppio di Carrefour.

A seguire l’area industriale dismessa è salita agli onori delle cronache per un mega rave party nel Capodanno 2016 e per altri raduni musicali abusivi che hanno praticamente devastato il complesso. Nel corso di un incendio di probabile origine dolosa i Vigili del Fuoco, intervenuti a domare le fiamme, hanno rinvenuto all’interno enormi cumuli di rifiuti. Dopo questo episodio il Sindaco ha emanato un’ordinanza nei confronti della proprietà per la messa in sicurezza dell’area e la rimozione dei rifiuti dentro e fuori i capannoni. Fino a quest’ultima svolta. L’odissea dell’ex Viberti è giunta a conclusione?

C.A