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Politica, cosa bolle in pentola per il 2019

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I partiti stanno già scaldando i motori per la tornata elettorale della primavera 2019 che riguarderà il  rinnovo del Parlamento Europeo e del Consiglio Regionale.

Se, come probabile,  le due consultazioni saranno accorpate, la data di chiamata alle urne sarà domenica 26 maggio.

Mancano cinque mesi, ma il tempo stringe, perché la fase di scelta dei candidati e di composizione delle liste delle liste si preannuncia tutt’altro che tranquilla, anche perché in Italia si tratta della prima consultazione elettorale dopo il “terremoto” delle Politiche delle primavera 2018.

Per le Europee si voterà con il sistema proporzionale, mentre per le Regionali, saltata l’intesa per una nuova legge elettorale, resta in vigore un sistema misto con il controverso “listino” agganciato al candidato presidente della Regione.

A livello locale l’attenzione si concentra sulla possibile discesa in campo di candidati espressione del territorio. Per l’Europa nel 2014 ci aveva provato l’allora sindaco Pino Catizone, che non era andato molto distante dall’obiettivo (al’epoca il PD era al 40%). Ma per essere eletti al Parlamento Europeo occorrono un sacco di preferenze e a Catizone erano mancati voti preziosi proprio da Nichelino, dove il PD già era alle prese con una profonda crisi interna. La stessa crisi che ha impedito, a quella che nell’area torinese era una delle tradizionali roccaforti del centrosinistra, di mandare un nichelinese in Regione.

I sondaggi in Piemonte per ora danno in netto vantaggio il centrodestra che tuttavia sta faticando ad individuare un candidato presidente, mentre per il centrosinistra la partita ruota attorno alla ricandidatura del presidente uscente Chiamparino. Il Movimento 5 Stelle, con un voto on line, ha già individuato il candidato presidente nella persona di Giorgio Bertola  e nei giorni scorsi ha presentato anche a Nichelino i candidati al Consiglio Regionale per l’area metropolitana torinese.

Dopo il tonfo alle Politiche del marzo scorso, a muovere le acque nel PD sono ora gli appuntamenti elettorali interni per la carica di segretario regionale e per quella di segretario nazionale. Resta l’incognita dei “comitati civici” di Renzi: se resteranno una corrente o se daranno vita ad un nuovo partito.  Un certo subbuglio percorre la base. “Una disputa che produce divisioni e rancori”, dice al giornale “Lo Spiffero” Antonio Landolfi, segretario PD di Nichelino, impegnato nell’improba fatica di ricucire l’unità perduta, in un Comune dove una parte del partito è all’opposizione e l’altra in maggioranza. Per la candidatura alle elezioni regionali intanto circolano i nomi di Carmen Bonino e/o di Diego Sarno, ma sono lontani i tempi in cui Nichelino poteva riuscire nell’impresa di piazzare due o anche tre consiglieri regionali.

Nelle ultime settimane a Torino e dintorni la sfida per la Regione si è polarizzata su pro o contro la Tav, un “casus belli” in cui il Movimento 5 Stelle rischia di non passere indenne, ma anche un argomento che difficilmente riuscirà a ricompattare il centrosinistra. L’abbinamento con le Europee è destinato ad ampliare il campo di battaglia. Ma le vicende politiche di questi ultimi cinque anni insegnano che nulla è scontato e che i capovolgimenti di fronte difficilmente sono controllabili.