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Gio, Ago
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Nido integrato alla Scuola dell'Infanzia Regina Mundi

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Il Nido integrato alla Scuola dell’Infanzia Maria Regina Mundi di Nichelino ha compiuto 10 anni!


Il Nido è stata la risposta a diverse famiglie, della comunità parrocchiale e non, al bisogno di trovare un luogo accogliente e educativamente valido dove lasciare i propri figli durante le giornate lavorative.

Annamaria Gallino, insieme al parroco di allora don Antonio Bortone, è stata la cofondatrice del nido e tutt'oggi responsabile della Scuola dell’Infanzia Maria Regina Mundi che ha più di cinquanta anni di vita.

Diversi sono stati i parrocchiani che hanno donato - e ancora donano - tempo e contributi economici per sostenere il nido e la scuola dell’infanzia. Giovani coppie incontrate in parrocchia per la preparazione al matrimonio scelgono di restare all’ombra del campanile portando i loro bimbi al nido, poi alla scuola dell’infanzia e proseguire il cammino del catechismo per la preparazione ai sacramenti insieme ai loro figli, all’interno delle comunità parrocchiale.

Il Nido Maria Regina Mundi è un servizio per le famiglie, che contribuisce a sostenere la crescita dei bambini da 1 a 3 anni, accanto e insieme alle loro famiglie. Non è possibile pensare di realizzare interventi educativi rivolti al bambino separato dal contesto familiare, cornice in cui la sua identità si plasma.

In questi anni è stato fondamentale il favorire l’instaurarsi di un rapporto di fiducia e stima reciproca tra il personale e le famiglie. Clima che permette un’attiva collaborazione e continuità fra educazione ricevuta a casa e inserimento in una comunità nuova di bambini e adulti.

Il nido ha finalità educative, ossia volte allo sviluppo affettivo, psicologico, fisico e cognitivo dei bambini che lo frequentano. È luogo di relazioni che si snodano dall’affettività alla cura, dal soddisfare bisogni al creare, manipolare, esplorare, giocare.

È compito e responsabilità del personale, per i vari momenti di una giornata al nido, favorire un clima sereno, calmo, lento e stimolante. Il lavoro educativo fa della relazione il suo punto di forza e mira a far emergere la soggettività dell’altro. L’osservazione che l’adulto svolge sui bambini implica l’aver cura di lui, avere interesse per ciò che il bambino esprime in parole e comportamenti. Nella relazione empatica l’apertura all’altro non è mai fusione affettiva, ma ascolto partecipe che salvaguarda la sua alterità, la sua irripetibile singolarità. Si resta separati, ma l’adulto diventa riferimento certo che dà sicurezza e conforto. L’osservazione e l’atteggiamento empatico permettono la conoscenza del bambino. Da quest’ultima il personale del nido struttura i momenti di routine e la programmazione delle varie attività.

Nella circolarità delle relazioni all’interno del nido, le figure educative si lasciano provocare da ciò che le circonda e ciò che accade, lo comunicano, affinché i bambini possano sentire il desiderio di conoscere. Un adulto così è, agli occhi del bambino, la promessa mantenuta di un destino buono.

Ringrazio le attuali colleghe Federica, Sandra, Silvia, Michela e le colleghe che le hanno precedute, Ilaria e Carmen, per aver condiviso questi ideali e averli declinati nella quotidianità.

L’educazione inizia dal “saper vedere”, affinando lo sguardo sull’esperienza per ritrovare quello stupore che custodisce l’altro nella sua irriducibile unicità: saper vedere lo straordinario nell’ordinario.

Agnese Novo
Educatrice