09
Mar, Giu

Prendiamo l'autobus, ma dov'è?

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Per ridurre l’inquinamento delle polveri sottili la gente dovrebbe usare di più i mezzi pubblici. E’ una parola!

Dalla periferia verso il centro e viceversa  ogni giorno si muove un  ingente flusso di traffico. E i mezzi pubblici? Sono pochi, sovente si guastano, le corse saltano o arrivano in ritardo.  Da Nichelino il quadro è sconfortante; basta scorrere i social.
Anita Pasinato: “Dobbiamo parlare del 14? Che dovrebbe passare alle 7, ma passa alle 7.25 se non dopo?!”
Michelle Pira: “Perchè non mettete i 35 grandi? Al mattino per andare a Torino sono strapieni, non si può  nemmeno respirare. Poi non vi lamentate se non timbriamo i biglietti...”
Sandra Longo:  “Ma vogliamo parlare anche del 39? Disastro generale direi...”
Lina Pierro: “Sono tutti così. Mio figlio deve prendere il 35 e l’81. Il primo spesso non lo prende, perché essendo strapieno non si ferma, quindi va a piedi. Sul secondo ci sono mezzi del dopo guerra e spesso si guastano. Eppure spendiamo 266 euro di abbonamento per 9 mesi...”
Paolo Merlino: “Quando leggi che forse bloccano anche gli euro 5 diesel e poi leggi queste notizie... cosa si può fare se non mandarli tutti a quel paese?”

Dal canto suo GTT, che come si sa non naviga in buone acque, sta cercando di razionalizzare la rete del trasporto pubblico nell’area metropolitana e qualche settimana fa ha presentato un piano per ridefinire gli orari in base all’utenza e ai dati rilevati con il sistema Bip. In buona sostanza se aumentano i  passeggeri (paganti) dovrebbe aumentare anche il numero delle corse. Le linee sono state suddivise in quattro fasce: rossa (con passaggi ogni 5 – 6 minuti nelle ore di punta); arancione (8-10 minuti); verde (15 minuti) e infine la fascia blu a scarsa intensità di utenza con passaggi ogni mezzora. Ad esempio la linea 35 è stata collocata nella fascia arancione, mentre la linea 14 risulta nella fascia verde.

Per Nichelino cosa altro bolle in pentola?

Si è tornati a parlare di prolungamento della linea tramviaria 4 da corso Unione Sovietica fino a Stupinigi e questo avrebbe un’importante ricaduta, oltre che per i flussi turistici verso la Palazzina di Caccia, anche per il centro commerciale di via Cacciatori. Ma l’operazione costa almeno 2 milioni di euro.  Così come molto oneroso si prospetta il ventilato collegamento di trasporto pubblico con Mondojuve. E’ invece più probabile un’ulteriore riduzione del percorso del 35, quando in piazza Bengasi entrerà in funzione la stazione della metropolitana.
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