In punta alla cupola del campanile della chiesa antica della Santissima Trinità c’è una sfera, sotto la croce metallica che funge anche da parafulmine
agganciato al cavo che scarica a terra. Sul lato della facciata tutto pare abbastanza a posto, ma se si inquadra con un teleobiettivo la cima della torre dal lato di via Stupinigi si può notare che la sfera di ferro, rivestita in rame, è piuttosto malconcia. Il rivestimento è saltato, la ruggine la sta divorando e ha già prodotto uno squarcio alla base.
Vista da terra la sfera sembra una pallina, ma in realtà ha le dimensioni di un grosso pallone, per giunta non dei più leggeri. A giudicare dallo stato, non ci sarebbe da stupirsi se un giorno o l’altro rotolasse giù in strada.
Il campanile è stato edificato nella seconda metà del Settecento, qualche anno dopo la chiesa. Però guardando un disegno (datato 1849), conservato nell’archivio comunale ed esposto nei giorni scorsi nella mostra “Inchiostri ed acquerelli per immaginare la storia”, si ha la netta impressione che il campanile stesso sia stato sopraelevato, successivamente a quella data, per la parte corrispondente alle attuali cella campanaria, orologio e cupola. Il disegno, rigorosamente in scala, in realtà è il progetto di due case. Reca la firma dell’illustre Ing. Arch. Amedeo Peyron, raffigura un tratto della via Stupinigi e il campanile a quel tempo risultava alto meno di 30 metri (adesso è di 40).
Generalmente si pensa che la torre campanaria, essendo annessa alla chiesa, sia di proprietà della parrocchia, ma la cosa non è così scontata. Anzi è controversa, perché i parroci della Santissima Trinità hanno sempre sostenuto che il campanile, dotato di ingresso indipendente sulla via Stupinigi, sia del Comune. Certamente lo è l’orologio con il meccanismo di collegamento ai rintocchi delle campane (ora guasto), installato come “orologio pubblico” e da tempo immemorabile affidato alla manutenzione comunale. La campana più vecchia, dedicata ai caduti delle due guerre mondiali, è datata 1947, mentre le altre quattro sono state posizionate nel 1991.
Di chi è questo campanile e a chi spetta la manutenzione straordinaria? Nell’arco di tre secoli non è semplice risalire al titolo originario di proprietà, attraverso cambiamenti di leggi, ordinamenti politici e catasti.
La parrocchia, anche in tempi recenti, è intervenuta a più riprese per la manutenzione e i restauri esterni ed interni della chiesa barocca della Santissima Trinità, ma mai ha messo mano al campanile. Tra il serio e il faceto parroci pro tempore ed emeriti, per sottolineare che tocca al Comune intervenire, tirano persino in ballo la legislazione napoleonica, quando l’onda lunga della rivoluzione trasformò molti campanili in torri civiche. Ma anche qualche atto decisamente più recente pare avvallare questa tesi. Per esempio Gianni Villa, studioso di storia locale, ha rinvenuto nell’archivio comunale una deliberazione del 1966 in cui il Comune incarica due ditte ed assume la spesa per il rivestimento in rame della cupola, giustappunto quella della sfera arrugginita. Con ogni probabilità è stato questo l’ultimo intervento manutentivo sulla struttura e da allora sono passati più di cinquant’anni. La scala interna, di legno, è da parecchio tempo impraticabile e pericolante. Non è un grosso problema, basta non salirci. Ma se la cupola viene giù?
Forse è giunto il tempo di pensare almeno ad una verifica statica dell’antico campanile.