Il percorso di visita della Palazzina di Caccia si arricchisce di due importanti tasselli: i giardini del cortile intermo (foto di Marco Grassitelli)
L’appartamento della Regina invece, che era chiuso ai visitatori da tredici anni, è tornato all’originario splendore, grazie a un completo intervento di restauro su una superficie di 1.100 metri quadrati, durato otto mesi e curato da un’équipe di esperti. Anche questi lavori sono stati finanziati, con una spesa di circa 500 mila euro, dalla Fondazione CRT e realizzati in collaborazione con la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. L’appartamento della Regina è uno scrigno di opere d’arte. Formato da anticamera, camera da letto, gabinetto da toeletta, galleria di passaggio e salotto: all’ideazione e alle decorazioni lavorarono diversi artisti e abili artigiani del Settecento.
Nell’anticamera sono stati restaurati i pregevoli pannelli con le “vedute di paese” e le decorazioni alle porte, opera di Giuseppe Maria Bonzanigo. La volta, affrescata da Giovanni Battista Crosato con il “Sacrificio di Ifigenia”, è stata oggetto di un delicato intervento di ripulitura e ritocco. Nella camera da letto sono state integralmente restaurate la boiserie, le porte, la tappezzeria, il camino. gli stucchi del soffitto e il magnifico affresco, capolavoro di Carlo Andrea Van Loo, che raffigura il riposo di Diana tra le ninfe. Nel gabinetto di toiletta sono stati ripristinate le decorazioni, che erano gravemente danneggiate, realizzate da Giovan Francesco Fariano. Nella galleria sono tornati a risplendere i dipinti murali a trompe l’oeil.
Continua così l’impegno della Fondazione CRT nel recupero della Palazzina. Negli anni scorsi erano stati finanziati gli interventi che avevano reso possibile la riapertura del percorso di visita: le scuderie, il corpo centrale dell’edificio con lo spendido salone juvarriano, alcune gallerie e gli spazi espositivi nelle citroniere. Parallelamente l’impegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino aveva consentito il restauro della Sala degli Scudieri e delle tele del Cignaroli raffiguranti la caccia al cervo, oltre al reimpianto di 1700 pioppi cipressini sulle antiche rotte di caccia che caratterizzano il paesaggio di Stupinigi.