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Mer, Ott
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Mamma ai tempi della spagnola

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La foto che unisco a questo racconto risale al 1917.

La tragica epidemia spagnola sta mietendo molti morti, fra i quali non solo soldati al fronte, ma anche molti civili e Torino conta tristemente numerose vittime.

In questa foto mia madre è la bella bruna seduta con in braccio il suo "bailot", figlio del farmacista di piazza Carducci, rimasto purtroppo orfano di mamma, perita proprio a causa dell'influenza spagnola. Per allattarlo fu necessario trovare una balia. In alto, tra le zie del neonato, c'è mia sorella di appena sei mesi. La signora in piedi a destra della foto è la sorella della povera mamma del bimbo; sostiene la sorellina del bimbo, vestita da crocerossina.

Mia mamma ha sulle ginocchia il bimbo appoggiato su una copertina ricamata da lei stessa con le sue mani di fata. Negli ultimi anni della sua vita rivedeva spesso le foto, poche, dei suoi anni giovanili, ma non ricordava il nome del suo "bailot" e ora penso che sarebbe stata felice di sapere che vita avrebbe fatto.

Mia madre era nata a Caresana (VC) nel 1891, a due anni era rimasta orfana di madre, morta di parto lasciando il marito e sette figli.

Sempre soffrì di non avere la mamma, il padre si risposò, ma la matrigna le diceva di non chiamarla mamma e nella sua adolescenza poteva contare sulle zie, che però non vedeva spesso. Il dolore la fece maturare presto come donna, il carattere ottimista e il suo cuore generoso le permisero però di donare affetto materno a tutti quelli che la conobbero.

Da buona contadina e mondina cercava di combattere la terribile influenza con rimedi naturali, mi diceva che consumava 1 Kg. di cipolle al giorno, miele e aglio e si recava a Cavoretto, in collina, a raccogliere erbe.

Il suo latte forse non era molto dolce, ma il bimbo e mia sorella erano un fiore e mamma ne era felice e orgogliosa!

Valentina Scandalitta