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"I 100 km più belli della mia vita"

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Mario Goffo è uno dei pochi “nichelinesi doc”, infatti documenti riguardanti la sua famiglia risalgono fin alla nascita del nostro Comune,

cioè alla fine del Seicento. Fino a qualche anno fa Mario Goffo è stato un importante allenatore delle giovanili del Toro e della Juve, grande motivatore e scopritore di talenti. Quello che segue doveva essere un’intervista, ma il suo racconto è stato così appassionante che lo pubblichiamo integralmente.

***

Era la mattina di lunedì 6 aprile 1970, mi trovavo con i miei compagni di lavoro alla Fiat. Di solito ogni lunedì, prima che suonasse la campanella per iniziare il lavoro, commentavamo, leggendo il giornale, le partite di calcio della domenica (a quei tempi le partite di calcio si svolgevano tutte alle ore 15 della domenica) con gli annessi sfottò … Juve, Toro, Milan, Inter...

In quel periodo però sui giornali si parlava molto di una manifestazione unica al mondo: la Torino - Saint Vincent, 100 km. di corsa a piedi, che si sarebbe svolta il 19 aprile e tutti eravamo stupiti, increduli, dell'enorme fatica che dovevano fare questi atleti. Io che ero un tipo sportivamente un po' pazzerello ho subito detto ai miei compagni di lavoro: “Volete vedere che io la faccio?” La risposta: una risata generale.

Non avevo mai corso in vita mia, giocavo a calcio. Quella settimana, come orario lavorativo, facevo il primo turno dalle 6 alle 14,30. Alle 15 arrivo a casa, mi metto tuta e scarpette da ginnastica (le Superga bianche) e vado di corsa fino al castello di Stupinigi e ritorno, circa 10 km. scarsi. Per tutta la settimana ho ripetuto questo allenamento tranne la domenica, perché allora giocavo a calcio nel G.S. Agnelli.

La settimana dopo ho ripetuto gli stessi allenamenti, però al giovedì mi sono detto: “Sì, va bè, 10 km. li faccio abbastanza bene, ma domenica ce ne sono 100 da correre...”. Allora ho deciso di andare fino ad Airasca, circa 28 km. tra andata e ritorno, e tutto sommato me la sono cavata, Ma per la Torino - Saint Vincent ce n’erano pur sempre 100 da fare…

Arriva la domenica, mi presento al Palazzetto dello Sport dove era fissata la partenza alle ore 7. Robe incredibili. Vedo tutti gli atleti che facevano riscaldamento: canottiera, pantaloncini corti, scarpe tecniche, tutti sudati. Io ero con la tuta di felpa, le scarpe da ginnastica (le Superga bianche). Mi sentivo proprio fuori posto e mi sembrava assurdo dover fare riscaldamento prima, dato che in 100 km. ce ne sarebbbbe stato tutto il tempo. Ogni concorrente aveva diritto di un'auto al seguito alla quale veniva assegnato un numero dalla giuria. I miei accompagnatori sono stati due miei coetanei e grandi amici di Nichelino: Luciano Pieretto e Gianfilippo Carena, la vettura era del papà di Gianfilippo (un'Austin A4).

Pronti via: si parte. Dopo una ventina di chilometri ero nelle ultime posizioni però il coraggio e la perseveranza non mi sono mai venuti a mancare. Ho iniziato a recuperare posizioni su posizioni, centinaia di posizioni !!!

A Pont Saint-Martin è stato bellissimo, perché facevano vedere in diretta su TG L’UNA il passaggio degli atlleti e lo speaker scandiva le posizioni: numero 369 – 20 ª posizione e da casa potevano vedermi per televisione (fatto non molto consueto a quei tempi). Di lì mi sono caricato ancora di più e dalla salita del Montjovet alle terme di Saint Vincent ho recuperato ancora 7 posizioni arrivando 13° assoluto, assegnato 12° perchè il primo veniva chiamato ARGEO. Tempo:

La tuta non l'ho mai tolta (robe da matti), l'alimentazione è stata esclusivamente a base di prugne secche e the. Le Superga bianche all'arrivo erano macchiate di sangue.

Alla sera dopo la premiazione (l’onorevole Terenzio Magliano consegnò la coppa, che gelosamente conservo ancora) i miei amici mi hanno portato a casa. Ero distrutto, ma felicissimo per l'impresa e perché a Nichelino erano tutti ad aspettarmi, mia mamma e tanti altri miei amici.

Nota dolente: l'indomani mattina non sapevo dove mi trovavo e cosa avevo fatto. Mia mamma ha dovuto chiamare il bravo dottor Palanza, il quale mi ha fatto una bella flebo: ero disidratato, fare 100 km. di corsa con la tuta è una cosa pazzesca. Dopo 2 o 3 ore mi sono ripreso e ho continuato ad assaporare la gioia dell'impresa.

Ho allenato tanti anni le giovanili di Torino e Juventus, che è stato poi il mio lavoro, ottenendo ottimi risultati e grandi soddisfazioni, ma se mi chiedono quale sia stata la soddisfazione sportiva più grande, rispondo senza ombra di dubbio: la 100 km. Torino - Saint Vincent.

Mario Goffo