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I caduti dimenticati della Grande Guerra

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E’ stato pubblicato un bel libro dal titolo “Piemontesi sul fronte occidentale” di Giancarlo Libert.

E’ una pubblicazione dedicata ai morti italiani sui campi di battaglia del nord della Francia, per lo più dimenticati da una storiografia poco attenta a cosa accadde nella Grande Guerra oltre il fronte del Triveneto come anche al “fronte interno”. . .

La ricerca approfondita e ricca di notizie è stata eseguita da Giancarlo Libert, bravo storico che ha all’attivo varie pubblicazioni sull’emigrazione piemontese nelle Americhe e sulla vecchia Torino.

Il libro porta alla luce il contributo che diedero circa 60.000 italiani sul Fronte Occidentale, cioè quello francese, e che fu di grande rilievo nelle ultime fasi del conflitto. Questo importante sforzo bellico era stato preceduto, nel 1914 allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, dalla partecipazione di Peppino Garibaldi e dei suoi fratelli che raccolsero oltre 2.000 volontari italiani per andare a combattere sulle Argonne, sempre in Francia. L’avventura garibaldina finì nel mese di marzo del 1915.

Nel libro sono ricordati i caduti di numerosi paesi del Piemonte occidentale tra cui Carignano, Vinovo, La Loggia, Racconigi, Villafranca, Piossasco, Pinerolo e la Val Chisone. A pag. 126 è citato un caduto nichelinese. Si tratta di Carlo Giraudo (figlio di Agostino e di Bosso Virginia), nato a Nichelino il 7 giugno 1899, dunque un ragazzo del ‘99, inquadrato nella 66ª compagnia TAIF, deceduto l’8 luglio 1918 nei primissimi giorni della battaglia di Bligny, detta anche la seconda battaglia della Marna. Aveva compiuto solo da un mese 19 anni! Risulta seppellito nella parte italiana del cimitero di guerra di Bligny, tomba n. 24.

Le TAIF (Truppe Ausiliarie Italiane in Francia) partirono dall’Italia tra il 21 gennaio ed il 1 marzo 1918. Si trattava di circa 60.000 militari tra cui 12.000 giovani: molti avevano solo 19 anni, come il Giraudo. Erano inquadrati in battaglioni di 4.000 uomini. In zona di guerra le attività nelle quali furono impegnate le TAIF comprendevano lo scavo di trincee, la costruzione di rifugi, la movimentazione di materiali, la stesura di linee telegrafiche, l’apertura di nuove strade ed il riattamento di quelle danneggiate ed anche il lavoro più mortificante, ossia “la ripulitura” dei campi di battaglia. Da un rapporto del 7 luglio 1918 (il giorno precedente la morte del Giraudo) le TAIF risultavano operative in Normandia, in Piccardia, nella regione di Parigi, nell’Ardenne, in Lorena e nella Marna. La regione semicollinosa di Bligny, delimitata da due zone boscose (il “bois d’Eclisse” ed il “bois de Coutron”) fu uno dei luoghi dove gli italiani ebbero più morti. Mentre i poveri militari ausiliari svolgevano i lavori sopracitati, l’artiglieria tedesca non dava tregua scaricando loro addosso una tempesta di proiettili. Il giovane Giraudo fu probabilmente colpito in questa situazione.

Dei giorni di Bligny lo scrittore e giornalista Curzio Malaparte, presente sul posto come volontario ed inquadrato negli Arditi con il grado di sottotenente, ha lasciato una forte cronaca e nel libro di Giancarlo Libert è anche riportata una struggente lirica scritta dal Malaparte il cui titolo è già un crudo manifesto: “I morti di Bligny giocano a carte”.

Un bel libro da leggere, ma soprattutto da meditare.

Gervasio Cambiano