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Quirico e Giulitta

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A Nichelino la cappella di San Quirico, restaurata negli anni ’90  dal Comune, ha origini antiche ed era la chiesetta

dell’adiacente e omonimo borgo agricolo di cui è rimasta qualche traccia. La facciata è caratterizzata dalla piccola nicchia/campanile con una sola campana.

Non tutti sanno che in realtà la cappella è dedicata non a uno, ma a due santi: Giulitta e Quirico che nel martirologio cristiano vengono ricordati insieme  perché erano madre e figlio.  Erano originari di Iconio, una città della Licaonia (nell’odierna Turchia). Durante la persecuzione di Diocleziano  nell’anno 304 d.C  Giulitta, che era vedova, cercò di fuggire con il figlioletto Quirico, ma a Tarso lei ed il bambino vennero arrestati dal governatore romano. Durante il processo le promisero la libertà se avesse rinnegato la sua fede cristiana, ma lei rifiutò. Si narra che anche il piccolo Quirico si professò cristiano e che per questo fu ucciso davanti agli occhi della madre, decapitata poco dopo. Un altro racconto  dice invece che i due furono arsi vivi, ma che i loro corpi miracolosamente si mantennero intatti.  

La devozione verso Quirico e Giulitta si diffuse nel medioevo anche in regioni molto lontane da quella in cui avevano subìto il martirio, in Francia, Spagna e Italia dove ci sono parecchi ita  piloni votivi, chiese  e cappelle a loro dedicati, tra cui quella di Nichelino.

Oggi la cappella è custodita dalla comunità della parrocchia Maria Regina Mundi che in alcune occasioni celebra la Messa e recita il rosario nei giovedì di maggio e di giugno in prossimità della festa liturgica che cade il 16 giugno.