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L'alluvione del '62

Pillole di storia
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Queste foto, scattata da Giuseppe Garelli, sono conservata negli archivi della Fondazione Istituto Piemontese “A. Gramsci”.

L’immagine a sinistra documenta il crollo del ponte sul Sangone a Stupinigi l’8 novembre 1962 a seguito dell’alluvione che colpì anche il centro abitato di Nichelino. La furia del torrente erose ambedue le sponde e in piedi restò solo un troncone centrale. Il ponte dovette essere completamente ricostruito negli anni successivi e il traffico sulla direttrice di corso Unione Sovietica per un po’ di tempo dovette essere deviato.

A memoria d’uomo quello del ‘62, sessant’anni fa, fu l’alluvione più grave a Nichelino, anche se nelle fonti storiche c’è documentazione di catastrofici eventi precedenti che portarono addirittura a variazioni di corso del Sangone. La particolarità geografica è che la sponda torinese del torrente si trovi in posizione sopraelevata rispetto a quella nichelinese e questo fa sì che quest’ultima sia maggiormente esposta ad inondazioni.

Nel novembre del 1962 tutta la Crociera, via XXV e la zona di San Quirico finirono sott’acqua. Fortunatamente non si registrarono vittime, ma danni ingenti a strutture, attività ed abitazioni. La piena in via Torino arrivò poco oltre l’incrocio con via 1° Maggio, mentre il centro città venne risparmiato con danni limitati alle cantine per l’innalzamento delle falde. Il territorio nichelinese infatti non è completamente pianeggiante, ma degrada appunto verso il Sangone (tra Stupinigi e il centro di Nichelino ci sono almeno 20 metri di dislivello).

Alla Crociera i primi piani delle case furono invasi dall’acqua e dovettero intervenire i mezzi anfibi dei vigili del fuoco per trarre in salvo gli abitanti. Il Sangone ruppe gli argini prima del ponte su via Torino in un punto da sempre particolarmente soggetto ad esondazioni. Dopo quell’evento nella metà degli anni Sessanta vennero realizzati gli attuali argini rialzati che nei decenni successivi riuscirono a scongiurare danni gravi al quartiere Crociera. Tuttavia in due eventi alluvionali (nel 1994 e nel 2000) l’acqua del torrente riuscì ad arrivare comunque in via Cuneo, via dei Martiri e traverse, a valle dell’arginatura costruita negli anni Sessanta del secolo scorso.