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Gio, Lug
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La prima macchina del caffè

Pillole di storia
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Che sarà mai questo “oggetto misterioso”, a forma di cilindro?  Una piccola astronave? Ebbene  no, si tratta della prima macchina per fare il caffè espresso.

Un altro dei tanti primati di Torino: l’invenzione vide la luce in occasione dell’Esposizione Generale del 1884 al Valentino per opera di Angelo Moriondo, geniale imprenditore torinese. Aveva iniziato ad occuparsi di liquori e cioccolato, sulle orme del padre che aveva fondato la fabbrica dolciaria “Moriondo & Gariglio”, fornitrice della Real Casa Savoia. Era poi passato al settore alberghiero acquistando in centro il prestigioso Grand Hotel Ligure e lanciando l’American Bar in via Roma. A scopo promozionale aveva inventato questa macchina del caffè per stupire la propria clientela e i visitatori dell’Esposizione dove aveva allestito uno stand. “Qui si trova il modesto chiosco del signor Moriondo dove si ammira la famosa caffettiera miracolosa, invenzione del Moriondo stesso, con cui si preparano dieci, venti, cento tazze di caffè in pochi minuti”, scriveva un cronista dell’epoca.

Fu un successo e Angelo Moriondo brevettò l’invenzione. L’acqua nella caldaia veniva portata ad ebollizione  e attraverso una rete di serpentine veniva immessa in pressione nel contenitore con il caffè macinato, per servire fino a 300 tazze all’ora. Un caffè veloce, o per meglio dire  “espresso”.

I primi modelli delle macchine inventate da Angelo Moriondo sono andate perduti ed ora sono stati fedelmente ricostruiti sulla base di disegni e progetti originali da un collezionista nichelinese.