25
Sab, Set
78 New Articles

Curiosità dal passato

Pillole di storia
F
Typography

L’anno scorso a Nichelino la prima edizione diVetrine …ieri” aveva suscitato curiosità ed interesse con l’esposizione di una serie di pezzi tra antiquariato e vintage:

dalle prime macchine per il caffè espresso ai vecchi giradischi a manovella, da iconici magnetofoni portatili degli anni ‘60 ad antichi modelli di sci.

In concomitanza con i festeggiamenti patronali di San Matteo un gruppo di commercianti, in collaborazione con le sedi locali delle associazioni d’arma, ripropone questa sorta di viaggio nel tempo che si snoda attraverso le vetrine di alcuni negozi di via Torino. Uno dei fili conduttori della seconda edizione è la storia della fotografia. Ci si è rapidamente abituati alle immagini digitali e a scattare foto con il telefonino al punto che i vecchi apparecchi a pellicola è come se non fossero mai esistiti. Dall’invenzione della fotografia sono trascorsi meno di due secoli, ma sembra passata un’eternità, non solo dalla comparsa dei primi dagherrotipi, ma persino dalle fotocamere con rullino di una ventina di anni fa. Tra parentesi, nell’Ottocento i primi apparecchi fotografici in Italia furono prodotti a Torino (… uno dei tanti primati torinesi) da tal Enrico Jest, titolare di un’azienda specializzata in strumenti scientifici che si appassionò alla fotografia traducendo dal francese il manuale d’uso dell’apparecchio ideato Louis Mandé Daguerre.  

Nella vetrina dello studio d’arte Dedalus in via Torino sono esposti alcuni modelli delle primissime macchine fotografiche a lastra, ricostruiti sulla base dei disegni dell’epoca. È incredibile come da questi marchingegni in legno abbia preso le mosse la storia della fotografia e della moderna civiltà dell’immagine.

Macchine a soffietto, reflex, compatte, polaroid: dagli apparecchi professionali a quelli che hanno caratterizzato l’evoluzione del settore nell’era della produzione di massa, prima di essere soppiantati dall’avvento della rivoluzione digitale. “Vetrine … ieri” presenta un interessante riassunto di questa evoluzione.  Nel negozio Godino Sport sono anche esposte macchine fotografiche subacquee.

Accanto alle macchine fotografiche nella vetrina di C.T.M troviamo poi proiettori cinematografici degli anni Trenta. Si tratta di apparecchi che venivano utilizzati nelle scuole, antesignani della didattica multimediale. Quelli di produzione inglese erano tecnologicamente più evoluti rispetto a quelli fabbricati in Italia. In classe o in palestra venivano proiettati brevi filmati, in realtà il regime fascista durante il ventennio ne fece un uso più che altro propagandistico per diffondere spezzoni dei discorsi del duce.

Macchine fotografiche, proiettori ed altre curiosità. Nella vetrina di Mercol Cena in via Torino l’anno scorso era stato presentato un ricevitore a galena, precursore delle radio a valvole, insieme ad altri pezzi d’epoca. Quest’anno è apparso un altro oggetto misterioso proveniente dal recente passato: una lampada di Seebech. Che sarà mai? Si trattava di un piccolo generatore domestico alimentato da una lampada a petrolio sfruttando un principio della fisica per cui alcuni metalli, adeguatamente riscaldati, possono produrre un flusso elettrico. Geniale invenzione russa, commercializzata nel 1959, per portare l’elettricità nelle sperdute dacie della steppa: poteva ad esempio fornire energia sufficiente per far funzionare una radio. Presto soppiantata dalla rete con i fili e dalle pile, la lampada di Seebech esposta è una fedele ricostruzione realizzata dal collezionista Dino Favaro.

Per completare questa passeggiata nel tempo è possibile vedere una raccolta di vecchie cartoline ed immagini della Nichelino di una volta in bella mostra nella vetrina della storica pasticceria Forcina di via Torino.   

***

Hanno collaborato a “Vetrine…ieri”:

Dedalus studio d’arte, vetrate e arti decorative di Marina Monzeglio, via Torino 177 – Expert city Mercol e Cena, via Torino 127 – C.T.M Coppe targhe medaglie F.lli Reinè, via Torino 202 - Pasticceria Torino di Mauro Forcina, via Torino 127.