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Mer, Lug
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Osterie di Stupinigi

Pillole di storia
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Nell’ultimo anno in cui Stupinigi ed il suo territorio appartennero amministrativamente al Comune di Vinovo, cioè nel 1868, 

la Prefettura di Torino richiese con circolare  n. 189 del 26 maggio  1868  una statistica degli esercizi pubblici esistenti sul territorio comunale. 

Nell’ Archivio Storico del Comune di Vinovo,  assieme alla circolare prefettizia, si trova la  “brutta copia cartacea” della risposta del Sindaco, Luigi Fornasio, datata 28 maggio 1868 (si noti appena due giorni dopo la data della circolare un’insolita celerità). Nella risposta sono elencate 10 attività di trattoria, caffè, albergo, cantina e bottiglieria. Tra queste 3 esercizi pubblici sono indicati come  attivi in Stupinigi. Già presenti in una precedente rilevazione  per il triennio  1819 - 1821, la situazione dei titolari nel 1868 era la seguente.

Pietro Riccio fu Pietro:  esercente  un locale tipo caffè e bottiglieria con vendita di vino, acquavite, birra e gazzosa e possibilità di mangiare un piatto di verdure o carne (un Carlo Riccio, forse  nonno del Pietro, si trovava già menzionato nel periodo 1819 -1826 come esercente  di una delle tre osterie in Stupinigi).

Luigi Gioanetti di Domenico: esercente un locale tipo Albergo  con stallaggio e camere nel Castello vecchio  (il Gioanetti era nativo di  Nichelino, morì il 15 maggio 1874 a Stupinigi e condusse l’Albergo dal 1862 al 1874). Il ramo vinovese di questa famiglia Gioanetti, molto importante e conosciuta nella zona,  ha la tomba nel campo C del Cimitero di Vinovo, dietro l’Abside della chiesa di San Desiderio.

Vittorio Bonate: esercente  un locale tipo cantina dal nome  “Osteria del Belfiore” con semplice spaccio di vino, ma rinomata per i piatti a base di pesce del vicino Sangone. Tale osteria, situata nei boschi verso il Sangone era  conosciuta all’autorità di polizia e soprattutto dai  “dragoni guardiacaccia” , cioè i guardia boschi  dell’Ordine Mauriziano, come luogo di ritrovo di bracconieri.

Dal 1° gennaio 1869 Stupinigi e parte del suo territorio boschivo vennero scorporati da Vinovo ed uniti a quello di Nichelino.  Una linea di confine venne fissata, dal Decreto del Governo, sull’antica  “rotta” di caccia detta  “del Debouchè” che  nella lingua francese significa luogo di partenza delle cacce, cioè delle comitive reali con cani e seguito a piedi. Strada Debouchè segna  tutt’oggi un tratto del confine tra Vinovo e Nichelino.

Gervasio Cambiano