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150 anni di Nichelino - Stupinigi

Pillole di storia
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Ricorre il 1° gennaio 2019 il 150° anniversario dell’unione di Stupinigi a Nichelino.

Il regio decreto di Vittorio Emanuele II reca la data del 26 luglio 1868, ma in esso si sancisce che l’effettivo passaggio abbia decorrenza 1° gennaio 1869.

Prima Stupinigi amministrativamente faceva parte del Comune di Vinovo che all’epoca con i suoi 3.000 abitanti era più grande di Nichelino (1.600), mentre nel borgo di Stupinigi vivevano circa 700 persone.

La planimetria allegata al regio decreto che stabilì i nuovi confini portava la firma del geometra Stefano Goffi, economo dell’Ordine Mauriziano. “Vista la domanda a Noi sporta dagli elettori di Stupinigi”, si legge nelle prime righe, ma molto probabilmente l’iniziativa dell’annessione a Nichelino era partita dallo stesso Ordine Mauriziano.  La proposta incontrò il parere favorevole del Consiglio Comunale di Nichelino, mentre quello di Vinovo invano cercò di opporsi votando contro.

L’annessione territoriale riguardò la Palazzina di Caccia e la circostante borgata con i poderi del viale centrale, Castelvecchio, il cascinale di Vicomanino e una bella fetta della vastissima tenuta di Stupinigi.

Oltre ad essere unica proprietaria del territorio di Stupinigi, l’antica “commenda” dell’Ordine cavalleresco dei Santi Maurizio e Lazzaro, legato a Casa Savoia, nel periodo di massima estensione alla fine del Settecento comprendeva possedimenti terrieri che andavano senza soluzione di continuità da Vinovo fin quasi a Rivalta. Verso Nichelino erano di proprietà dell’Ordine Mauriziano tutta la zona di via Cacciatori, il Boschetto e la cascina Pallavicino fino al confine con i feudi degli Occelli e degli Umoglio della Vernea.