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Gio, Ago
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Sangon Blues

C'era una volta
F
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Immagini d’altri tempi, quando si faceva il bagno nel Sangone.
Il tratto nichelinese del torrente, che divenne poi uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Italia, era disseminato di spiaggette di sabbia fine che nelle domenica estive erano letteralmente prese d’assalto dai torinesi. Quella che si vede in questa foto degli anni ‘50 si trovava davanti all’altezza di via Cacciatori (odierna zona Carrefour); sullo sfondo si intravede il ponte di corso Unione Sovietica che andò distrutto nella piena del ’62. I lavori di rifacimento del ponte e i nuovi argini cancellarono la spiaggia: prima sulla sponda torinese c’era una discesa che portava sulla riva, dove nella bella stagione era allestito un vero e proprio stabilimento balneare.

Da Torino si arrivava con il tram 41 (che collegava Stupinigi), in bici oppure con la “Vespa”, come raccontava Gipo Farassino nella sua canzone Sangon Blues in cui era citata anche Nichelino: "... ho due mansarde giù al Niclìn".
Rispetto alle spiagge sul Po, quelle sul Sangone erano più selvagge ed “esotiche”, preferite dai giovani, ed anche più adatte ai bambini perché l’acqua era più bassa e si poteva tranquillamente attraversare il torrente da una sponda all’altra. Tuttavia i pericoli non mancavano, così come il rischio di annegamento per la presenza di alcune pozze.
Anche il tratti del torrente a monte e a valle dell'odierno ponte Marchiaro erano meta dei "bagnanti", fino al cosidetto "Barchetto" già in territorio di Moncalieri.


Un altro “lido” molto frequentato era alle Vallere, alla confluenza del Sangone con il Po. Fu uno degli ultimi "stabilimenti balneari" ad essere smantellato, in occasione degli interventi idraulici connessi alla realizzazione del complesso di Italia ’61. Verso la metà degli anni Sessanta le condizioni delle acque divennero proibitive e il letto del torrente divenne un fogna a cielo aperto per ogni sorta di scarichi civili e industriali. Sulle sponde comiciarono a proliferare discariche abusive. Solo negli ultimi anni la situazione è un po’ migliorata e sono persino tornati i pesci, anche se periodicamente, soprattutto in periodi di siccità, continuano a verificarsi gravi episodi di inquinamento.

La spiaggia sul Sangone resta confinata nei ricordi o tutt’al più nelle fantasie di qualche piano urbanistico.