27
Dom, Set
57 New Articles

Il Boschetto 300 anni fa

Come eravamo
F
Typography
Si era scritto su questa rubrica, dedicata alla storia locale, che l’unica immagine
pervenuta dell’antico Castello di Miraflores è un particolare del dipinto di Ignace Parocel che riproduce le fasi finali dell’assedio di Torino del 1706.

Un attento lettore segnala però che esistono almeno altri tre quadri settecenteschi dove è raffigurata la dimora sabauda in riva al Sangone, che venne abbattuta alla fine dell’Ottocento. Il primo è un dipinto di Vittorio Amedeo Cignaroli e fa parte del ciclo, dedicato alla scene di caccia al cervo, che adorna una delle sale della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Qui il castello di Miraflores compare in lontananza, in quanto il soggetto principale è un momento della battuta di caccia che si conclude in riva al torrente.

C’è poi un acquerello del 1793 in bianco e nero di Angelo Cignaroli, figlio del Vittorio Amedeo di cui sopra, anch’egli pittore. E infine, scovata nel mare magnum di internet, il nostro segnalatore ci manda l’interessante foto di quest’altro quadro attribuito ad Angelo Cignaroli dove il castello di Miraflores domina la scena. Entrambe le opere, che riproducono lo stesso scorcio, qualche anno fa erano state esposte in una mostra d’arte a Torino, organizzata dalla fondazione Accorsi-Ometto.

Il quadro che vedete nella foto (dimensioni reali 46x66 cm.) fa parte di una collezione privata e un decennio or sono venne quotato a un’asta di Christie’s alla ragguardevole cifra di 53.120 euro, insieme a un dipinto che riproduce il castello di Moncalieri. Vi è raffigurata una sfilata di carrozze. Il pittore, legato alla corte dei Savoia, dipinse molti quadri sulle residenze sabaude: un genere allora molto in voga per ornare le sale dei palazzi della nobiltà. Dopo la parentesi napoleonica re Vittorio Emanuele I lo nominò “Pittore di paesaggi e boscarecce di Sua Maestà”. Figlio e nipote d’arte: il nonno materno di Angelo Cignaroli era Francesco Ladetti, detto “Ladatte”, lo scultore che aveva realizzato il cervo in bronzo posto in cima alla cupola della Palazzina di Stupinigi.

Le immagini dei Cignaroli, padre e figlio, confermano intanto che questo castello di Miraflores, di cui a un certo punto si era persa memoria, è realmente esistito e danno un’idea del complesso. Era un poderoso edificio che si sviluppava in altezza su più piani, costruito su un terrazzamento naturale in corrispondenza di un’ansa del Sangone. Sul fronte del fabbricato che si affacciava sul parco si contano almeno un centinaio di finestre dalle quali si può intuire l’enorme quantità di camere e saloni all’interno. Quello che si vede nel quadro è il retro dell’edificio. L’ingresso principale si trovava dall’altro lato ed il collegamento con Torino era dato da quella che ancora oggi si chiama strada delle Cacce, prima che venisse realizzato il rettilineo che conduce a Stupinigi.

Lo scorcio idilliaco che si vede in primo piano altro non è che l’odierno Boschetto di Nichelino. Sulla destra si intravede il Sangone che appunto descriveva un’ampia ansa intorno al parco del castello. Il torrente cambiò poi corso, non è chiaro se a seguito di una catastrofica alluvione o di una deviazione artificiale. Probabilmente i due fatti concorsero. Sta di fatto che il letto venne a trovarsi a ridosso della scarpata sulla quale sorgeva il castello. In pratica oggi il Sangone passa in quel prato dove il Cignaroli ha dipinto le carrozze.

Se vi è capitato di attraversare la passerella ciclopedonale sul Sangone in fondo al Boschetto avrete forse notato, dopo il primo tornante della salitella sulla sponda torinese, i resti di un muro con due archetti in mattoni. Quasi certamente proprio lì (il punto è indicato nella foto con la freccia rossa) c’era uno dei due terrazzi che affiancavano la monumentale scalinata costruita per scendere dal castello al giardino. Se tanto mi dà tanto nella terra sotto gli archetti dovrebbe ancora esserci un altro pezzo di muro. Non guasterebbe almeno ripulire il sito dalla vegetazione e collocarvi un cartello con qualche spiegazione come punto di interesse storico/turistico.

All’epoca in cui il Cignaroli lo raffigurò per il castello di Miraflores era già da tempo iniziata la decadenza. Il periodo di massimo splendore era stato nei nel Seicento durante la reggenza della “madama reale” Cristina di Borbone, figlia del re di Francia e vedova del duca di Savoia. Come residenza sabauda nel Settecento venne surclassato da Stupinigi. Una lenta agonia. Nell’Ottocento, dopo vari passaggi di proprietà, l’edificio venne completamente abbandonato e cadde in rovina, finché venne decisa la completa demolizione. Restano pochi brandelli di muro e il nome della via: “strada antica del Castello di Mirafiori” che nella parte iniziale, pur essendo al di là del Sangone, appartiene curiosamente al territorio comunale di Nichelino.